


GRAFFIGNANO - I militari del nucleo carabinieri forestale di Montefiascone hanno deferito in stato di libertà all’autorità giudiziaria di Viterbo un imprenditore edile, ritenuto responsabile dell’abbandono e del deposito incontrollato di rifiuti derivanti dalla propria attività artigianale su un terreno privato.
L’operazione è scaturita dal costante monitoraggio del territorio svolto dai Carabinieri Forestali della provincia di Viterbo, che avevano individuato un fondo recintato con un probabile accumulo improprio di materiali e rifiuti. Le successive indagini, svolte dai Carabinieri Forestali di Montefiascone, hanno consentito di risalire alla proprietà dell’area e di verificare come il fondo fosse nella diretta disponibilità dell’imprenditore.
Il sopralluogo urgente, eseguito alla presenza dell’interessato, ha confermato la riconducibilità dei rifiuti all’attività di cantiere dell’uomo. I militari hanno quindi posto sotto sequestro due distinte porzioni di terreno, ciascuna di circa 100 m², sulle quali erano stati depositati in modo caotico circa 50 m³ complessivi di scarti edili, lasciati direttamente sul suolo nudo e in assenza di qualsiasi presidio di isolamento o contenimento ambientale.
Tra i rifiuti rinvenuti, risultati non pericolosi, figurano scarti lignei di carpenteria, pallet deteriorati e frammentati, macerie e calcinacci da demolizione, pannelli coibentanti e isolanti, imballaggi in plastica, laterizi, manufatti prefabbricati vari e rottami metallici ferrosi e non ferrosi.
L’accumulo incontrollato di rifiuti edili sul suolo nudo comporta impatti significativi per l’ecosistema locale. L’assenza di impermeabilizzazione espone i materiali agli agenti atmosferici. Le acque piovane, dilavando i rifiuti, possono veicolare verso il sottosuolo e le falde acquifere sostanze chimiche residue, leganti e microplastiche derivanti dal deterioramento di isolanti e imballaggi. La presenza prolungata di volumi consistenti di macerie compatta e altera la struttura chimico-fisica del terreno, soffocando la microfauna e la vegetazione spontanea e compromettendo la naturale capacità di drenaggio del suolo, formando vere trappole che possono causare lesioni o morte di esemplari della fauna selvatica. Da non trascurare, infine, il rischio d’incendio e il degrado paesaggistico.
L’imprenditore è stato denunciato alla Procura della Repubblica di Viterbo per le contravvenzioni di abbandono e gestione illecita di rifiuti non pericolosi. In attuazione del D.Lgs. 68/2015 (che ha introdotto nel Codice dell’Ambiente la procedura di estinzione dei reati contravvenzionali), il procedimento penale è stato temporaneamente sospeso.
I Carabinieri Forestali, infatti, hanno notificato all’indagato specifiche prescrizioni operative: l’imprenditore dovrà provvedere, a proprie spese, alla completa rimozione dei rifiuti e al loro corretto smaltimento o avvio al recupero tramite filiere autorizzate, ripristinando lo stato originario dei luoghi e azzerando i rischi ambientali. Solo a seguito dell’accertato ripristino e del pagamento di una pesante sanzione amministrativa, il reato potrà considerarsi estinto. Questa procedura garantisce che la priorità sia data all’eliminazione degli effetti dei reati ambientali meno gravi e alla concreta applicazione del principio comunitario “chi inquina paga”.
I militari dell’Organizzazione Forestale dell’Arma dei Carabinieri invitano i cittadini a collaborare segnalando eventuali comportamenti illeciti tramite il numero unico di emergenza ambientale 112 o il numero gratuito di pubblica utilità ambientale 1515, contribuendo così alla tutela delle risorse ambientali e della salute pubblica, la cui tutela è affidata dalla Costituzione alla Repubblica, ossia a ogni cittadino, istituzione od organizzazione del consorzio civile.
