

VITERBO – (aml) L'aria più pulita di tutto il Lazio è quella che si respira nella nostra città. Sicuramente un vanto per il capoluogo della Tuscia. Un primato che sarebbe opportuno mantenere anche tramite una mobilità sostenibile.
Questione già affrontata nel 2012 dall'allora amministrazione Marini con l'acquisto di alcuni bus elettrici. Mezzi che però si sono visti poco o niente circolare per le strade di Viterbo.
Una 'scomparsa' misteriosa. Una storia svelata dall'ex sindaco Giulio Marini.
''Una storia all'italiana. - è l'esordio dell'attuale capogruppo Fi in Comune – Una storia molto difficile da interpretare. All'epoca come amministrazione vincemmo un bando del ministero dell'Ambiente con un progetto che mirava a diminuire l'impatto inquinante all'interno del centro storico. Un milione e 200mila euro di finanziamento ministeriale con cui avevamo previsto di acquistare tre minibus elettrici e due scuolabus a metano. Acquisto quest'ultimo andato in porto regolarmente mentre per quanto riguarda i mezzi elettrici il problema è stato molto più complesso. La tecnologia italiana non forniva una grande gamma di prodotti e, come amministrazione, avevamo qualche difficoltà a immaginare un eventuale acquisto di pullman cinesi. Con gli uffici abbiamo quindi cercato di dare alla gara un target che potesse essere competitivo anche per l'industria italiana. E infatti parteciparono due aziende nazionali. L'offerta più competitiva fu quella della Tecnobus di Frosinone che si aggiudicò la gara. Il contratto prevedeva una prova pratica dei mezzi sul posto. La ditta venne a Viterbo con un bus elettrico Gulliver, lo stesso modello con cui aveva vinto la gara, che fu testato a pieno carico con balle di cemento in giro per tutta la città, salite e discese arrivando sino a San Martino. Il mezzo era funzionante, non venne rilevata alcuna problematica. Ha viaggiato per oltre un anno e mezzo. Con la nuova amministrazione, dopo pochi mesi, i bus elettrici sono stati messi da parte''.
Incuriosito da ciò Marini ha voluto vederci chiaro.
''Ho iniziato a fare un'attenta valutazione degli atti nei confronti della Tecnobus e anche del Comune. Ho potuto constatare una mancanza di comunicazione tra le due parti che, alla fine, comunque hanno trovato una via di dialogo e alcuni interventi sono stati effettuati. Adesso però i bus sono stati messi di nuovo in garage perché è nato un contenzioso non ancora sviluppato, stanno cercando una soluzione che possa consentire il riutilizzo dei veicoli, non mi addentro nello specifico perché dal punto di vista tecnico è molto complesso. Però è in atto un dialogo serrato tra azienda ed amministrazione per riportare questi autobus in città''.
Alla base del possibile contenzioso ''problemi tecnici riscontrati sui mezzi''. A tale proposito Marini ricorda che all'epoca ''noi stipulammo una garanzia suppletiva proprio a tutela sia delle batterie che dell'intero veicolo al fine di porre in essere la massima attenzione su un mezzo tecnologicamente ancora non ben sviluppato in Italia. Ora sembra che ci sia lo spiraglio di un possibile accordo per rimettere insieme sia la parte giuridica che la parte tecnica''.
Nel frattempo però i mezzi sono fermi. ''Io con la mia attenzione, dopo il primo stop, li ho fatti ripartire. Ci fu l'intervento tecnico da parte della Tecnobus e i pullman tornarono in servizio. Adesso da almeno altri sette-otto mesi sono di nuovo fermi. Sinceramente trovo strana questa cosa. Trovo anche strano che se ci sono problemi del genere a livello centrale credo che anche la Motorizzazione civile dovrebbe porre la massima attenzione dato che la produzione di questi mezzi è diffusa in tutta Italia''.
Marini, infatti, è a conoscenza anche della situazione di queste macchine nella Penisola.
''In alcune città questo bus, che era l'ultimo modello prodotto da questa azienda italiana, è in servizio regolare mentre in altre dimostra malfuzionamento. Però sinceramente questo è un problema centrale – chiosa con cautela da politico navigato – dove innanzitutto c'è l'industria italiana in gioco e una forte concorrenza oramai sviluppata dei mezzi cinesi. Comunque a livello centrale dovremmo essere molto più attenti. Per quanto riguarda i controlli ma anche perché sarebbe importante sviluppare la produzione di tali veicoli''.