

Gallo, Chips di riso - Guarda qui lo spot: https://www.youtube.com/watch?v=P0LmS4uyBjg

VITERBO - Vibe anni ’90, sapore attualissimo e scenario tutto meno che di rottura o sperimentale: è rappresentato il viaggio sui mezzi pubblici di una comune cittadina, che, nel nostro spot, è una preziosa individualità.
Nel corpus di questo formato – l’utente della metropoli che si scatena, consumando un prodotto ispiratore – le sfaccettature interpretative sono innumerevoli, ma la cifra di Gallo è peculiare nel girato che vediamo: una ragazza, ben distinguibile grazie al suo maglione giallo, irradia la sua gioia con il ballo e quest’energia è riprodotta all’unisono. Catena uniformante… O risata di gusto sui metodi dichiarativi, spesso perseguiti con una certa alterigia, che scandiscono la pubblicità?
Le Chips Gallo non sono un ripiego, ma una decisione fondata dell’azienda, nata per rendere il riso appetibile e tascabile come un buon libro. Un diversivo da pasteggiare per far fronte alla noia, ma anche una scia di liberazione dagli affanni, che possa emanare entusiasmo e piacere. Un’ulteriore proposta, in questa realizzazione, è la versione di “X colpa di chi” eseguita in background: perla della discografia di Zucchero, il suo rimando onomatopeico è al “chicchirichì” del gallo.
Alla nostra giovane basta sgranocchiare lo snack per mimetizzarsi in un vivace arcobaleno: immediatamente, tutti i passeggeri sono coinvolti in un’ondata ottimistica e rigenerante, anche al momento di scendere dall’autobus. Una giornata al tramonto che riverbera tempi passati, pieni di leggerezza e relazioni umane, oltre a fare eco (forse inconsapevolmente) all’uso universale di adottare una mascotte: si è scelto, per l’occasione, di adoperare un simpatico gallo, svettante e reso trendy dagli occhiali da sole.
Un’accezione del vivere sociale che si è preso a ostacolare, guardando con favore a letture cupe dell’approccio personale ai contesti. La ragazza, invece, è integrata nel filmato in una continuità soddisfacente per il suo personaggio, tanto che la billboard con gli ingredienti è illustrata da una voce femminile: non sappiamo se questo spaccato voglia incoraggiare a un progresso relazionale, essendo fondato su un altro obiettivo, ma si avverte che nulla, nel suo ventaglio semantico, riflette un’assenza di condivisione e comunicazione.
Per farla breve, ballano tutti, ma proprio tutti. Pure il gallo, e una delicata signora sembra ringiovanita dal mood. Non sarà tra le nostre premure chiederci se sia veritiero, bensì, se sia esportabile e reiterabile anche in soluzioni promozionali differenti. Tra duelli comparativi, palcoscenici di dibattiti non costruttivi e servizi oltremodo facilitanti, la nostra vena indagatrice sembra essersi assuefatta a ritmi sordi: il mondo naturale, sociale e sensoriale che ci circonda è ancora un organismo composito e ricco di stimoli emozionanti alla relazione, e tale deve permanere. La criticità più scottante tra quelle rilevabili, invece, è nella gioia esemplificata come effetto domino, più che come impegno da diffondere attivamente.
Certo, non possiamo vivere il sorriso come un appuntamento irrimandabile con la perfezione, spesso illusoria, di quadri idilliaci e ottundenti… Ma possiamo fare la differenza – o meglio, instaurare un cambiamento – iniziando a notare la bellezza che ci contamina. E se è tanto speciale da rinvigorirci e muoverci all’autonomia, oltre che a farci danzare, possiamo ammettere di aver trovato… Il Gallo dalle uova d’oro!