

“Viterbo è una provincia dove mafia e camorra hanno messo le mani. Ho degli amici costruttori che già 5 anni fa mi dicevano ‘guarda, è arrivata la camorra. L’edilizia a Viterbo è difficile farla’. Ho conosciuto anche un trattorista di Orvieto, che lavora pure nel Viterbese, cui è stato bruciato il caterpillar dalla ‘ndragheta”.
A dichiararlo ai microfoni di Funamboli di Notte è lo scrittore Giulio Laurenti, autore di “Suerte. La vera storia di Ilan Fernandez” intervistato da Daniele Camilli e Roberto Pomi nel corso della puntata dedicata alla presunta presenza nell’Alto Lazio del boss della mafia Bernando Provenzano, come emerso la scorsa settimana nel corso della trasmissione Servizio Pubblico condotta da Michele Santoro.
Puntata di Funamboli di Notte andata in onda ieri sera sulle frequenze di Radio Verde. Disponibile anche sul canale You Tube di Funamboli. Assieme a Giulio Laurenti, il giornalista e scrittore Andrea Palladino, autore di “Trafficanti. Sulle piste di veleni, armi e rifiuti”, la storia del traffico europeo dei rifiuti, di chi è stato ucciso per averla raccontata e di chi ha individuato la ragnatela tessuta dalla malavita e il ruolo che ha giocato la politica.
“Il fatto di aver avuto sul territorio dell’Alto Lazio Bernardo Provenzano –ha detto Palladino – fa presupporre una rete di coperture e complicità che va ben oltre la mafia tradizionale. Una rete di complicità che esiste ed è attiva ancora oggi”. Una vera e propria “borghesia mafiosa”. Palladino si è infine soffermato sul caso di Attilio Manca, l’urologo del Belcolle – originario di Barcellona Pozzo di Gotto – trovato morto a Viterbo il 12 febbraio 2004 e che, secondo i genitori e il fratello, sarebbe stato ucciso dalla mafia perché nel 2003 avrebbe operato o assistito all’operazione alla prostata del capo della mafia siciliana avvenuta in una clinica di Marsiglia. “Se la tesi dei familiari fosse confermata – ha sottolineato l’autore di “Trafficanti” – vuol dire che esiste anche una rete” che ha ruotato attorno al possibile omicidio di Attilio e “che andrebbe indagata dall’antimafia”.