ANNO 16 n° 301
A cosa serve una strada che non esiste? Il caso di viale della Fantasia a Viterbo
Dalla sanitą ai documenti, le vie fittizie permettono alle persone senza fissa dimora di ottenere la residenza anagrafica. Anche il capoluogo della Tuscia ne possiede una

 

(A.F.)

VITERBO – Avere una residenza senza possedere una casa, né tantomeno un indirizzo fisico. Sembra un controsenso, eppure è proprio questo lo scopo delle cosiddette vie fittizie, indirizzi convenzionali che permettono alle persone senza fissa dimora di iscriversi all'anagrafe comunale e accedere a una serie di diritti e servizi fondamentali.

Un sistema previsto dalla normativa italiana, che consente a chi non dispone di un'abitazione stabile di ottenere una residenza anagrafica nel Comune in cui ha stabilito il proprio domicilio. Una condizione importante per il rilascio dei documenti, l'accesso all'assistenza sanitaria e a diverse prestazioni sociali, nel rispetto dei requisiti previsti.

Anche Viterbo ha la sua strada invisibile

Anche il capoluogo della Tuscia dispone di un indirizzo di questo genere: viale della Fantasia. Una strada che non compare sulle mappe cittadine, priva di edifici e numeri civici reali, ma presente nei registri anagrafici del Comune.

Chi può richiedere la residenza?

A disciplinare questa possibilità è la legge 1228 del 1954, mentre nel marzo 2026 l'Istat ha pubblicato una guida dedicata proprio all'iscrizione anagrafica delle persone senza fissa dimora.

Un aspetto importante riguarda la distinzione tra chi non possiede una casa e chi non dispone di una dimora stabile. Non tutti coloro che ricorrono a una via fittizia vivono necessariamente per strada: possono esserci situazioni di precarietà abitativa che richiedono una valutazione specifica da parte degli uffici.

L'iscrizione, infatti, non è automatica. Il richiedente deve fornire gli elementi necessari a dimostrare il proprio domicilio nel Comune, secondo quanto stabilito dalla normativa.

Per i cittadini stranieri la residenza può inoltre facilitare diverse procedure amministrative, pur non rappresentando un requisito obbligatorio per ogni richiesta o rinnovo del permesso di soggiorno.

Una strada che esiste soltanto sulla carta, dunque, ma che svolge una funzione concreta: permettere a chi non ha un'abitazione stabile di non perdere, per questo solo motivo, la possibilità di ottenere una residenza anagrafica.




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