ANNO 16 n° 123
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'A Civita Castellana serve un segnale forte di rottura con il passato'
Ai giardini del Forte Sangallo Danilo Corazza presenta le due liste civiche 'Per Civita' e 'Civitonici' e il programma elettorale

CIVITA CASTELLANA - 'Voglio una Civita aperta, solidale, dinamica. Una città che torni a guardare al futuro con fiducia, senza dimenticare le proprie radici, una città che sappia offrire servizi adeguati, che sostenga le imprese e che sia aperta all'ascolto dei cittadini. Ieri pomeriggio ai giardini del Forte Sangallo Danilo Corazza, candidato sindaco, ha presentato le liste civiche a sostegno della sua candidatura: Per Civita e Civitonici. Gremita la piazzola dei giardini Baden Powell.

Dopo la presentazione dei 32 candidati Corazza è entrato nel vivo del suo programma elettorale: al centro la persona e i servizi, in un'ottica di sviluppo economico, turistico e sociale. Tre pilastri che Corazza ha definito 'impellenti' e non più rinviabili, seppur mal gestiti dall'amministrazione uscente: 'L'amministrazione che intendiamo guidare - ha spiegato Corazza - deve portare un segnale di rottura con il passato. Chi oggi si presenta come il 'nuovo', in realtà è la stessa persona che ha governato fino a oggi. Negli ultimi anni, colpa di scelte politiche sbagliate, Civita ha perso la sua identità. La progressiva perdita di abitanti, nella media di 120-130 l'anno, ha portato la nostra cittadina sulla soglia dei 15mila abitanti, ridisegnando una nuova struttura sociale. Servono nuove idee e nuovi piani di sviluppo, una visione lungimirante di città. Serve un Comune che sia aperto con i cittadini e i commercianti, che sappia ascoltare le periferie. Un'amministrazione in grado di mettere i servizi al centro di tutto, a partire dalla scuola, il pilastro fondamentale su cui investire, magari istituendo un ITS sulla ceramica per formare giovani sul territorio'.

Poi l'ambiente: 'Continueremo la nostra battaglia contro l'ipotesi di costruzione di un deposito unico di scorie nucleari, e di qualsiasi progetto che intenda portare qui rifiuti. Anche la Sate, che dal 2030 cambierà la gestione dei rifiuti in quanto secondo le nuove direttive la nuova gestione conferirà nell'ambito territoriale ottimale, potrebbe trasformarsi in un soggetto di garanzia per la tenuta ambientale del territorio, mantenendo posti di lavoro'. Spazio anche a riflessioni sulla sanità locale: 'L'Andosilla ha subito un depotenziamento inaccettabile, dobbiamo ripristinare servizi fondamentali per i cittadini'; poi la programmazione territoriale: 'Il piano regolatore è ormai datato, è necessario fare nuove valutazioni', e infine il lavoro usurante, sul palco anche il contributo di Mauro Vaccarotti per Filctem Cgil, Raniero Brunelli per Uiltec Uil e Augusto Ciarrocchi per Confindustria: 'Civita è una città operaia - ha detto infine Corazza - il riconoscimento del lavoro usurante per i ceramisti è una questione non più rinviabile. Civita come Comune capofila del distretto deve avere un ruolo di coordinamento e questa deve diventare una priorità da programmare'.




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