ANNO 16 n° 273
''A Belcolle mancano infermieri e personale socio-sanitario''
Confael torna alla carica: ''Che ne č stato del concorso per 80 posti del 2019?''

VITERBO - Una lettera al direttore dell'Asl, al prefetto, al procuratore della Repubblica, al presidente dell'ordine degli infermieri, al presidente della Regione e all'assessore regionale alla sanità, per denunciare la carenza di personale a Belcolle. La Confael torna alla carica per ''denunciare - scrive il segretario provinciale Alessandro Stella - la gravissima insufficienza di personale infermieristico e socio-sanitario e le condizioni lavorative oltremodo lesive della dignità morale e professionale dei lavoratori presso il presidio ospedaliero di Belcolle, H.U.B. di riferimento per i cittadini di Viterbo e provincia (317.000 persone circa)''.

La Confael sostiene che questa ''grave carenza di personale interessa pressoché tutte le articolazioni della sanità pubblica viterbese, non solo i servizi ed i reparti di cui abbiamo, da troppo tempo ormai, denunciato l’emergenza, esempio emblematico ne è il reparto di cardiologia, ma anche nei reparti dedicati all’assistenza a malati che risultano positivi al tampone per la rilevazione del SarsCov-2''.

Qui infermieri, medici e operatori socio sanitari - sostiene la Confael - sono esausti, logorati da ore e ore di lavoro in condizioni estreme ed in un numero non sufficiente, tale da rischiare quotidianamente di compromettere i normali livelli di assistenza e stremati dal continuo proliferare di problematiche legate a stress psico-fisico lavoro correlato, causato dall’insufficienza organica, dal demansionamento di infermieri ed o.s.s., dalla continua riorganizzazione dei servizi e dei processi sanitari all’interno dell’ospedale.

Il sindacato ricorda che non siano stati ripristinati servizi essenziali come la degenza ematologica e la degenza ortopedica e che sarà nuovamente sospesa la degenza di week surgery e anche gli interventi chirurgici programmati subiranno un’ennesima decisa contrazione.

Secondo Confael ad oggi sono oltre 86 i posti letto occupati da malati di varia natura ed entità ma che positivi al tampone e quindi ospitati in questi grandi reparti ma assistiti da poco personale, sovraccaricato, demansionato, mortificato ed ormai esausto.

''Chiediamo agli organi competenti della Regione Lazio ed alla Direzione Strategica della Asl di Viterbo - continua Alessandro Stella - di provvedere con la massima solerzia a porre in essere misure correttive relativamente a queste criticità''.

Per la Confael bisognerebbe procedere con le stabilizzazioni del personale attualmente contrattualizzato e costruire procedure finalizzate al reclutamento del personale o.s.s., medico ed infermieristico a tempo indeterminato.

''A tal proposito - aggiunge Confael - al Presidente della Regione Lazio e all’Assessore alla Sanità della Regione Lazio chiediamo delucidazioni in merito ad una procedura concorsuale pubblicata in Gazzetta Ufficiale (26/09/2019 B.U.R.L. – n. 78 – supplemento n. 1) dedicata al reclutamento di personale infermieristico per cui l’Azienda di Viterbo avrebbe avuto riservate 80 unità, e da cui la Regione ha incassato regolarmente i soldi per la tassa di partecipazione dalle migliaia di candidati che hanno presentato domanda''.

La sigla sindacale rivolge quindi un accorato ''appello a tutte le altre sigle sindacali che rappresentano i lavoratori della Asl di Viterbo a condividere questa nostra legittima ed oggettiva rimostranza al fine di tutelare la professionalità e la dignità dei lavoratori e contribuire di conseguenza a migliorare i servizi sanitari erogati alla comunità. Chiediamo la disponibilità al prefetto di Viterbo a concordare un tavolo di concertazione con le sigle sindacali che rappresentano i lavoratori della Asl di Viterbo e l’O.P.I. di Viterbo e la direzione strategica della Azienda danitaria locale''.




Facebook Twitter Rss