

VITERBO – (im) Medici assenteisti, spaccio di droga nei parchi pubblici e davanti alle scuole e, soprattutto, tantissime giovani vite scomparse.
Andrea, Davide, Silvia, Emiliano, Alessio, Marco, Fatma, Ilaria. Sono i loro nomi, al tempo di bilanci di fine anno, a balzare in primo piano se si guarda ai maggiori fatti di cronaca avvenuti nella provincia di Viterbo. Loro infatti, sono alcune tra le giovani vite stroncate da tragici incidenti stradali o gravi malattie in questo 2018 nella Tuscia.
Un anno di lutti prematuri come quello che ha colpito tutto il giornalismo viterbese e anche questa redazione: il 22 gennaio scorso la migliore penna della provincia, e non solo, se ne è andata improvvisamente a causa di una malattia. È l’indimenticabile e indimenticato genio Andrea Arena che grazie ai suoi articoli sportivi, sociali, politici e di cronaca, lasciati in eredità a chiunque voglia riflettere, sorridere e imparare leggendo, continua ancora a fare scuola.
Troppo presto se ne sono andate anche Silvia, caduta accidentalmente dalle scale a soli 2 anni, e Fatma, morta nel sonno a due mesi di vita. Così come Davide di 10 anni che ha perso la vita dopo che un Tir ha sventrato il camper su cui viaggiava insieme alla famiglia, o Emiliano, stroncato da un malore in mezzo alla strada a 23 anni, e Alessio deceduto sul colpo nello schianto della sua auto contro un albero nel giorno del suo 19esimo compleanno.
Il 2018 è stato poi anche l’anno degli scandali che hanno colpito i dipendenti della Asl di Viterbo. Due diversi filoni di indagine hanno condotto gli inquirenti e la Procura della Tuscia ha sospendere tre medici di guardia, tre medici in servizio presso la Cittadella della salute e un assistente sociale per assenteismo. Tra loro c’era chi timbrava il cartellino per poi andare per tutto il giorno alle terme oppure chi passava le serate a casa anziché in ambulatorio lasciando i pazienti senza cure.
Anche la lotta allo spaccio merita di essere citata in questo breve bilancio di fine anno. Infatti grazie all’instancabile lavoro dei carabinieri su tutto il territorio della Tuscia e ai nuovi presidi mobili della polizia di Stato nelle zone sensibili di Viterbo, come Prato Giardino e Viale Trento, sono stati denunciati e arrestati decine e decine di spacciatori. Alcuni di loro, tra cui giovanissimi e insospettabili pusher, vendevano illegalmente la droga a minorenni e persino fuori dalle scuole. In manette anche numerosi stranieri colti in flagrante a cedere dosi di sostanze stupefacenti nei parchi pubblici della Città dei Papi.
Non si può, infine, non ricordare l’arresto del presunto attentatore Denis Illarionov per tentata strage e attentato alla pubblica sicurezza e il delitto di Daniele Barchi consumato in pieno centro storico a Viterbo lo scorso 22 maggio. L’uomo, di 42 anni originario di Novi Velia (Salerno), è stato trovato cadavere nella sua abitazione in via Fontanella del Suffragio, 16, con il corpo completamente tumefatto, chiaro segno di una morte violenta. Accusato dell’omicidio e al momento sotto processo, Stefano Pavani di 32 anni incastrato da una frase detta agli inquirenti dalla sua fidanzata secondo la quale il giovane ''avrebbe ucciso un uomo lasciandolo a terra privo di sensi''.