

Prima sono state intonate le note dell’Inno alla Gioia (l’inno Ufficiale dell’Unione Europea), poi a riecheggiare nella Sala Coronas della Prefettura di Viterbo sono state le parole “Fratelli d’Italia, l’Italia s’è desta” con cui si è reso omaggio ai 150 anni dell’Unità d’Italia.
Nel palazzo di piazza del Plebiscito, infatti, si è svolto il convegno “1861 – 2011: l’ evoluzione socio economica dell’ Alto lazio dallo Stato Pontificio a quello Costituzionale”, aperto dal neo prefetto di Viterbo, Antonella Scolamiero, e dall’ avv.to Mariateresa Moschini, in rappresentanza dei cinque Lions Clubs che hanno partecipato all’ organizzazione dell’ evento (Civita Castellana, Montefiascone, Ronciglione Tarquinia e Viterbo). Presenti anche il presidente della Provincia, Marcello Meroi, il sindaco di Viterbo, Giulio Marini, ed il neo vescovo Lino Fumagalli.
Il convegno è stata l’occasione di ricordare gli avvenimenti che hanno portato all’Unità d’Italia in maniera non retorica ed astratta, ma facendo riferimento al territorio viterbese e ai patrioti locali che parteciparono attivamente alla storia di quegli anni. E’ in quest’ottica, quindi, che si è inserita la relazione del prof. Luciano Osbat, docente di Archivistica Generale presso la facoltà di beni Culturali dell’Università degli Studi della Tuscia di Viterbo dal titolo “Le fonti archivistiche private per la storia del decennio pre – unitario a Viterbo” e quella del Prof Bonafede Mancini, docente di Storia e Filosofia presso il Liceo Ruffini di Viterbo dal titolo “Onde Italia sia finalmente tutta intera e libera dalle Alpi all’Etna. La questione viterbese”, dove la citazione è l’epitaffio che si legge sulla tomba di un patriota di Onano morto in esilio a Sorano nel 1862.
Durante la giornata, inoltre, in trentanove comuni della Tuscia, in cui è attiva una banda musicale, si sono svolti numerosi concerti, con tutte le esibizioni aperte e chiuse dall'Inno di Mameli. Nel programma, uguale per tutti i concerti, c’erano anche il “Va pensiero di Verdi” e l'Inno di Garibaldi.
I festeggiamenti continueranno questa mattina a Canepina, dove verrà ricordata la figura di don Felice Ribichini, il “prete garibaldino” che, nel 1860, partecipò ai moti insurrezionali che portarono alla breve liberazione della provincia di Viterbo. Il territorio, dopo un mese, tornò sotto lo stato pontificio per rimanervi fino al 1871.