ANNO 16 n° 274
100mila euro all'anno per la sacra unzione in ospedale
È questa la cifra che l'Asl versa alla Diocesi di Viterbo per i servizi dei sacerdoti

VITERBO - Negli ospedali della Tuscia la sacra unzione costa ai contribuenti 100mila euro all'anno. A tanto, infatti, ammonta la cifra che l'Asl versa alla Diocesi di Viterbo per il servizio di ''assistenza religiosa, spirituale e morale'' al personale, agli infermi e ai loro famigliari che si trovano nelle strutture ospedaliere dell'azienda sanitaria locale. Lo rivela un'inchiesta del quotidiano Il Tempo.

La convenzione nasce dal Protocollo d'Intesa firmato nel 2002 tra la Regione Lazio e la Regione Ecclesiastica Lazio e riguarda l'assistenza al personale e a tutti coloro che, a qualsiasi titolo, fanno parte della comunità ospedaliera, l'evangelizzazione, l'amministrazione dei sacramenti, la celebrazione delle Sante Messe e delle altre funzioni di culto cattolico secondo le norme canoniche e liturgiche.

Una cifra a cinque zeri, come detto, che include per i sacerdoti anche ''alloggi (acqua, gas, energia elettrica, riscaldamento, telefono, pulizia e lavaggio biancheria), servizi di mensa, pulizia, rimborso spese per i paramenti, i libri liturgici e quanto serve (cera, ostie e vino) per le celebrazioni''.

Nel Lazio sono circa 50 i cappellani che si occupano della cura delle anime nelle corsie degli ospedali. La spesa, nel complesso, è milionaria. Nei bilanci delle Asl, però, i costi per i sacerdoti sono indicati alla voce ''collaborazioni coordinate e continuative non sanitarie da privato''.

''Non è più possibile inquadrare i cappellani alla stregua del personale dipendente - spiega a Il Tempo Daniela Donetti, dg dell'Asl di Viterbo – e, a seguito di un concordamento delle parti, si è convenuto di procedere alla rimodulazione dei costi del servizio di assistenza religiosa rispetto agli anni precedenti. Abbiamo ridotto l'importo del 30%: da 150 a 100 mila euro''.




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