ANNO 16 n° 275
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On.Tiburzi- Gen Simeone- Anita Garibaldi
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1° Congresso Internazionale Garibaldino
Ospite Anita Garibaldi

Roma - Presso la sede del Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti il 15 settembre 2015 è stato presentato il Primo Congresso Internazionale Garibaldino, manifestazione che si terrà a Civitavecchia dal 9 all’11 ottobre 2015 negli spazi dell’Hotel San Giorgio, in Viale Garibaldi.

Hanno partecipato alla conferenza stampa, in qualità di relatori: il Generale di Corpo d’Armata Dott. Bruno Simeone, il Capitano di Vascello Dott. Ugo d’Atri, Presidente dell’Istituto Nazionale per la Guardia d’Onore alle Reali Tombe del Pantheon, l’On.le Daniela Tiburzi, Presidente della Commissione Politiche Sociali e della Salute e membro della Commissione delle Elette e delle Pari Opportunità del Comune di Roma, la Prof.ssa Gisella Bellantone, co-ideatrice progetto sul Risorgimento nella Scuola italiana e la Dott.ssa Anita Garibaldi, Presidente della Fondazione Garibaldi e ideatrice dell’iniziativa indetta dalla Fondazione, dall’Associazione Nazionale Giuseppe Garibaldi e dalle Mille Donne per l’Italia.

Ha introdotto la conferenza stampa il Segretario nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, Paolo Pirovano, portando i saluti istituzionali dell’Ordine, che ha patrocinato l’iniziativa insieme con Ministero della Difesa, Regione Lazio, Ordine dei Giornalisti, ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani), Commissione delle Elette e delle Pari Opportunità del Comune di Roma, Comitato Nazionale Italiano Fair Play, Comune di Civitavecchia. Ha portato i saluti istituzionali del Ministero della Difesa il tenente colonnello Guerra.

Il Congresso – il primo nel suo genere – avrà come tema di studio “La Storia e la Speranza” e i relatori hanno subito fatto rilevare il collegamento tra la nostra storia e la speranza che dobbiamo riporre nei giovani affinché tornino a comprendere i valori di Unità, Libertà, Patria, Fratellanza che un passato non lontano ci ha lasciato in eredità, dopo aver a lungo combattuto per essi.

Il Generale Simeone ha spiegato ai presenti che lo scopo del Congresso è quello di riunire tutti coloro che amano la storia italiana e in particolare il Risorgimento italiano, che ha portato all’unità della nostra nazione: un periodo storico che si è impostato dai primi moti del 1821 e arriva fino alle guerre di indipendenza, compresa la Prima Guerra Mondiale, che molti storici indicano come IV guerra d’indipendenza perché fu la prima volta in cui l’Italia si riunì completamente, a Sud dell’arco delle Alpi.

C’è un motivo alto per riunire esperti, studiosi, associazioni, rappresentanti di tante istituzioni provenienti da tutto il mondo (dall’Argentina, dalla Grecia, dal Brasile, dal Costa Rica, dalla Francia, dall’Australia, ecc.) ed è il particolare momento storico che stiamo vivendo, che mostra una crisi di valori e una perdità di identità culturale da parte dei giovani.

Durante il congresso i relatori hanno evidenziato come in Italia lo studio del Risorgimento sia stato accantonato dai programmi scolastici: nelle scuole elementari non viene più insegnato, vi si accenna solo durante la terza media sorvolando in quanto le indicazioni ministeriali sono quelle di concentrarsi di più sugli eventi del XX secolo. I giovani si avvicinano a questo periodo storico nei licei, ma sempre in maniera blanda dovendosi concentrare sulla II guerra mondiale, sulla guerra fredda, sull’attualità.

A questo proposito, poiché l’importanza dell’educazione dei giovani passa obbligatoriamente per la conoscenza della nostra Storia, è stato predisposto un documento al quale hanno lavorato le prof.sse Gisella Bellantone e Antonella Merli a seguito di uno studio dei programmi scolastici ministeriali e della prassi didattica. Si tratta di una lettera, con prima firmataria Anita Garibaldi, indirizzata alla Ministra Stefania Giannini e che si sottoporrà all’attenzione dei congressisti per l’apposizione di ulteriori firme da parte di chi ne condivide il contenuto. La prof.ssa Bellantone, presente alla conferenza stampa, così ha illustrato il documento: “si tratta di una proposta per rilanciare lo studio del Risorgimento nelle scuole italiane di ogni ordine e grado. Il nostro Risorgimento, che fino a qualche anno fa era un bagaglio indispensabile di cultura ma anche di vita, adesso è piuttosto trascurato e i nostri ragazzi ne vengono blandamente a conoscenza soltanto all’età di 13 anni. Noi pensiamo invece che essi abbiano il diritto sia di conoscerlo approfonditamente sia di essere conquistati da certi ideali che lo hanno permeato, che non sono soltanto di amore patrio ma di libertà, di emancipazione e di fratellanza dei popoli. E quando parliamo di fratellanza parliamo anche di solidarietà fra i popoli, quindi non parliamo di ideali legati soltanto alla nostra identità di italiani, ma di ideali universali, che oggi sono di scottante attualità. Ecco perché con questa lettera oggi vogliamo rilanciare lo studio di questo periodo storico. Bisogna educare i giovani a questi valori e recuperarli anche per l’attualità. E chi opera nelle scuole sa quanto è necessario oggi recuperare questi valori morali”.

 

Di questi valori morali ha parlato proprio Anita Garibaldi, quando ha spiegato in quale occasione le venne l’idea di organizzare il Primo Congresso Internazionale Garibaldino: “l’idea mi è venuta una sera di dicembre dello scorso anno quando alla radio ho sentito la notizia della strage di Peshawar, in Pakistan. Sei uomini armati erano entrati in una scuola militare ed avevano ucciso 132 bambini e adolescenti che la frequentavano. A questa pessima notizia ne seguirono altre, ugualmente orribili, come la tragedia delle ragazzine che vennero rapite e uccise perché volevano andare a scuola. Mi resi conto allora che c’era un enorme tentativo di tagliare le nostre radici culturali e di civiltà dell’Occidente attraverso l’uccisione delle nuove generazioni. Ecco perché ho pensato di mettere insieme idee, progetti e valori che potessero costituire un patrimonio da offrire alle giovani generazioni. Vediamo oggi i nostri ragazzi che stanno andando con l’ISIS. Perché? Perché non hanno più valori, non capiscono più l’importanza della nostra etica, di quella propria europea, quella universale del diritto dell’uomo, della possibilità di avere una vita spirituale e non soltanto materiale. I nostri ragazzi andranno sempre più verso questi movimenti se non facciamo attenzione, se non diamo loro la possibilità di aspirare ad essere rappresentanti di valori importanti e non soltanto di una civiltà consumista. Senza valori andranno verso chi li strumentalizza e li distrugge”.

Anita Garibaldi ha spiegato che proprio noi, che viviamo nel mezzo del Mediterraneo, rappresentiamo questa civiltà e dovremmo portare avanti questa forza di etica e di diritti umani.

Purtroppo – ha affermato Anita Garibaldi – il senso di identità culturale non viene più trasmesso ai nostri ragazzi, “io chiedo che l’Italia diventi uno Stato di Diritto vero, che ci sia un arbitrato internazionale per dirimere tutte le controversie internazionali, che le guerre non si possano più fare con gli armamenti. Adesso, proprio perché viviamo questa crisi, è il momento di prendere l’iniziativa, di smetterla di lamentarsi senza fare nulla, adesso è il momento di agire”.

 

 

 

E il Congresso Internazionale sarà occasione per iniziare ad agire, per smuovere le coscienze, per avvertire la società del pericolo che sta correndo. E lo farà attraverso un programma vasto e articolato, con momenti di particolare rilevanza dal punto di vista storico, come la visione del documento “Panorama Garibaldi”, conservato religiosamente negli Stati Uniti d’America presso la Brown University. Si tratta di una vera e propria “chicca” - ha spiegato il Gen. Simeone - perché ha un’importanza strategica nella cultura storica realizzata dagli inglesi di fine Ottocento. Si tratta di pannelli, ciascuno dei quali illustrava una parte della vita di Giuseppe Garibaldi che venivano commentati, come facevano un tempo i cantastorie. Nel congresso questi pannelli verranno mostrati, commentati, sotto forma di filmato.

Un’altra “chicca” del Congresso - che ricordiamo è stato inserito tra gli eventi per il Centenario della Prima Guerra Mondiale (concessione della Presidenza del Consiglio dei Ministri – Struttura di missione per gli anniversari di interesse nazionale) - è rappresentata dalla mostra sulla Grande Guerra ideata dall’INGORTP (Istituto Nazionale per la Guardia d’Onore alle Reali Tombe del Pantheon) e di proprietà delle Guardie d’onore del Pantheon. Questo Istituto è un Ente morale a matrice risorgimentale, attualmente sottoposto alla vigilanza amministrativa del Ministro della Difesa, ed è nato il 18 gennaio 1878, 9 giorni dopo la morte di Vittorio Emanuele II, fondato da un gruppo di ufficiali reduci dalle campagne del Risorgimento.

A parlare della mostra è stato proprio il presidente dell’Istituto, il Capitano di Vascello dott. Ugo d’Atri, specificando che nella Prima Guerra Mondiale Garibaldi, benché fosse morto 32 anni prima, fece sentire il suo animo combattivo e indomito attraverso i tanti garibaldini che accorsero nella battaglia delle Argonne e parteciparono a quella che è stata giustamente definita la IV Guerra d’Indipendenza.

La mostra storica è articolata su 34 pannelli desunti da copertine della Domenica del Corriere. Il tratto di matita che le ha realizzate è quello di un grande artista: Achille Beltrami.

Beltrami ha illustrato 440 copertine che raccontano i 4 anni di guerra, a partire dal 1914. Si è fatta questa scelta perché la si ritiene molto più in linea con la realtà del tempo. “Solitamente” ha fatto rilevare il presidente d’Atri, “si ricorda il centenario della Prima Guerra Mondiale all’insegna di un’ideologia fuorviante, antimilitarista, e noi vogliamo che questo non avvenga. Vogliamo far parlare i protagonisti di quel tempo, quelli che hanno vissuto, che hanno sofferto quella guerra, quelli che hanno vinto quella guerra”.

“L’unità d’Italia” spiega il dott. d’Atri “non è del 17 marzo 1861, quello è un fatto amministrativo, è la proclamazione del Regno d’Italia; l’unità d’Italia si è realizzata con l’annessione delle ultime terre italiane, quelle abitate da italiani, allo Stato italiano, è stata conquistata con i 680.000 caduti della Prima Guerra Mondiale, è stata conquistata con lo sforzo di tutto un popolo che allora sentiva il senso dell’appartenenza che univa gli italiani. E da quel popolo abbiamo tutto da apprendere”.

Il Congresso ha ricevuto i patrocini di molte istituzioni, tra le quali la Commissione delle Elette e delle Pari Opportunità del Comune di Roma che, fino al 14 settembre, era presieduta dall’on. Daniela Tiburzi. L’on.le Tiburzi a partire dalla stessa data è stata nominata presidente della Commissione Politiche sociali e della salute e pertanto non ha potuto mantenere entrambe le cariche. Durante la conferenza stampa ha portato il punto di vista femminile parlando proprio delle donne del passato che si sono battute per i nostri diritti. Oggi - ha detto l’onorevole - grazie all’impegno di Anita Garibaldi, si continuano a portare avanti delle battaglie, come quella presente, che ha lo scopo di far sì che la nostra storia, che è poi la nostra identità, la nostra memoria, non venga meno.

L’on.le Tiburzi ha aggiunto che in questo momento storico difficile il ruolo delle donne deve tornare a essere prioritario perché è proprio la donna ad avere quello di essere il volano di valori e sentimenti che dobbiamo portare all’interno delle nostre famiglie. “Sono proprio questi valori e questi sentimenti a fare gli uomini e le donne di domani. Noi dobbiamo riscattare la nostra identità ma anche il nostro orgoglio di essere italiani e dobbiamo tornare a essere un popolo compatto. Oggi c’è troppa frammentazione ma non bisogna dimenticare che, essendo un’unica nazione, tutti apparteniamo in una piccola percentuale ad ogni regione del nostro Paese. Come Presidente della Commissione Politiche sociali l’onorevole Tiburzi ha dichiarato di voler accompagnare e appoggiare questa battaglia che non si fa con le armi ma si sta cercando di fare con l’educazione civica all’interno delle nostre scuole. “Dobbiamo ripartire dalle scuole per cercare di insegnare ai nostri ragazzi i valori della nostra identità e del rispetto, anche per chi ha dato la propria vita per farci essere ciò che siamo. Questo se vogliamo che il nostro Paese risollevi la propria testa e ritorni a essere un Paese degno di essere chiamato Italia”.

Per ulteriori info

congresso.int.garibaldino@gmail.com




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