ANNO 16 n° 288
È morto Eugenio Benedetti Gaglio, l’imprenditore che aveva scelto la Tuscia
Originario di una lunga esperienza internazionale, aveva costruito un legame particolare con Viterbo e Soriano nel Cimino. Nella Tuscia possedeva la Tenuta di Sant’Egidio, dove la figlia Azzurra ha realizzato un progetto dedicato alla natura e all’educazione

VITERBO - È morto Eugenio Benedetti Gaglio, imprenditore e protagonista di una lunga attività professionale sviluppata tra Italia e numerosi Paesi esteri. Residente nel Principato di Monaco, aveva mantenuto negli anni un rapporto particolarmente stretto con la Tuscia, dove aveva scelto di trascorrere parte della propria vita e di sostenere iniziative legate alla cultura, alla natura e alle relazioni internazionali.

Il territorio di Viterbo rappresentava per Benedetti Gaglio uno dei luoghi a cui era maggiormente legato. Nelle campagne del capoluogo possedeva una villa e proprio dalla Tuscia aveva contribuito a promuovere iniziative culturali dedicate al rapporto tra Italia ed Egitto. Tra queste anche il percorso che portò al gemellaggio tra Viterbo e Luxor.

Un legame ancora più profondo lo aveva con Soriano nel Cimino e con la Tenuta di Sant’Egidio. Qui la figlia Azzurra, attraverso l’associazione Gea, ha dato vita a un bosco didattico, trasformando parte della tenuta in uno spazio dedicato alla conoscenza dell'ambiente e alla valorizzazione del territorio.

All'interno della tenuta è presente anche un elemento particolarmente curioso della storia personale e professionale dell'imprenditore: una barca realizzata in marmo, donatagli dal governo cinese e successivamente esposta fuori dalla Cina. Un oggetto che racconta anche la dimensione internazionale della sua attività.

Nel corso della sua carriera Benedetti Gaglio aveva infatti operato in diversi Paesi, tra cui Russia e Cina, accompagnando imprese italiane verso mercati complessi e contribuendo alla costruzione di rapporti economici internazionali in periodi in cui raggiungere quelle realtà era particolarmente difficile.

All'attività imprenditoriale aveva affiancato anche la passione per la scrittura. Aveva continuato a dedicarsi ai libri e ai suoi progetti culturali fino agli ultimi anni. Il prossimo mese avrebbe dovuto presentare la sua ultima opera, appuntamento che ora assume un significato particolarmente diverso alla luce della sua scomparsa.

Anche nel Principato di Monaco, dove risiedeva, Benedetti Gaglio aveva mantenuto un forte impegno nel sociale. Insieme alla moglie Anna Maria aveva sostenuto iniziative rivolte alle persone seguite dai servizi di salute mentale, contribuendo anche alle attività dei laboratori di arteterapia dell'unità “La Roseraie”.

Un impegno portato avanti attraverso l'associazione benefica fondata insieme alla moglie e che negli anni ha rappresentato uno degli strumenti attraverso cui la famiglia ha sostenuto progetti di carattere sociale.

La notizia della sua morte lascia quindi un ricordo che attraversa diversi territori: dal Principato di Monaco alla Tuscia, passando per le numerose realtà internazionali nelle quali aveva costruito la propria attività professionale.

A ricordarlo sono la moglie Anna Maria, i figli Eugenio Maria e Azzurra, la nuora Isabella, il genero Gianfranco e i nipoti Eugenio, Elisa e Irene.

I funerali si terranno venerdì 16 ottobre alle ore 12, nella parrocchia di Santa Chiara, in piazza dei Giuochi Delfici, a Roma.




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