ANNO 16 n° 272
Meroi: ''La questione precari dipende da normative nazionali''
Il presidente si č impegnato a trovare una soluzione: convocati i dirigenti

VITERBO - ''Il Consiglio provinciale ha pronunciato un atto di indirizzo nelle more della emanazione della legge di stabilità. Nella delibera si chiedeva di attivare ogni procedura per poter trovare una soluzione alle problematiche dei precari. Ma nella discussione, e non sono stato l'unico a farlo, si è più volte ribadito che le attuali normative, connesse a problemi oggettivi, incontrovertibili e indipendenti dalla volontà degli enti territoriali ed ai quali, pur se richiesto fino all'ultimo dall'Upi, il Governo non ha dato alcuna risposta, di fatto avrebbero reso difficilissimo mantenere i livelli occupazionali attuali''. E' quanto dichiara in una nota ufficiale il presidente della Provincia Marcello Meroi rispondendo a Miranda Perinelli, segretaria generale Cgil di Viterbo, riguardo al problema dei precari.

''Durante il 2012 la spesa sostenuta dalla Provincia per i precari è stata pari ad oltre 1.600.000 euro. La legge oggi ci impone di non poter spendere più del 50% dei costi sostenuti per il personale non a tempo indeterminato nell'anno 2009 e la metà di tale importo è pari a circa 800.000 euro - spiega Meroi -. Con grande attenzione abbiamo inoltre attivato una ricognizione sui fondi FSE, ricordo mai più erogati dall'anno scorso alle Province, recuperando circa 240.000 euro, da aggiungere alla somma precedente. Questa è la verità. Triste, amara quanto si vuole, ma comunque drammaticamente reale''.

''Capisco le preoccupazioni di tutti - aggiunge il presidente -: in primis dei lavoratori, poi dei sindacati e credete, anche di noi amministratori di ogni schieramento politico che, sempre e da oltre due anni, ci siamo fatti carico con responsabilità e serietà di trovare soluzioni adeguate che non sono mai mancate. Cercheremo di farlo anche questa volta''.

''Giovedì mattina ho provveduto a convocare i dirigenti per cercare strumenti idonei, corretti e trasparenti per giungere ad una soluzione che possa essere la migliore possibile, ma soprattutto quella giuridicamente sostenibile, alla luce di riferimenti normativi e finanziari cogenti che sarebbe non solo errato, ma del tutto colpevole far finta di non conoscere - conclude Meroi -. Con le chiacchiere, i proclami, le tesi di principio e soprattutto le false promesse, forse si ottiene apprezzamento e riconoscenza, ma non si risolvono i problemi. E questo noi invece dobbiamo fare''.

Facebook Twitter Rss