

di Daniela Faggiani
VITERBO - Al via il Percorso diagnostico terapeutico assistenziale e riabilitativo (Pdta) della sclerosi multipla: una buona notizia per i pazienti affetti da questa grave patologia. Il progetto nasce con l'obiettivo di prendere in carico il paziente, attraverso la continuità assistenziale tra ospedale e territorio; ciò sarà possibile grazie ad un costante collegamento tra i numerosi operatori coinvolti. Un'iniziativa che semplificherà la vita non solo ai malati di sclerosi multipla, ma anche ai loro familiari. Non serviranno più pratiche burocratiche e passaggi da un ufficio all'altro, per ogni aspetto della patologia ci penserà la Asl.
''Quello di Viterbo è il primo progetto del Lazio – afferma con soddisfazione Daniela Donetti, direttore generale della Asl – ed è frutto del lavoro di oltre un anno, svolto in sinergia con l'Associazione italiana sclerosi multipla (Aism). Il progetto mira a migliorare la qualità di vita del paziente e ridurre le spese''.
Per spiegare nel dettaglio il Pdta sono intervenuti il dirigente medico della Uoc di Neurologia, Nicola Falcone, ed il direttore del distretto B, Franco Bifulco. ''Sono più di venti anni che mi dedico alla cura della sclerosi multipla – spiega il dottor Falcone – e purtroppo nella provincia di Viterbo i pazienti colpiti dalla grave patologia sono tra i 200 e 250. Ogni paziente necessita di cure molto costose, circa 38mila euro all'anno. Nel centro della Aism locale ci sono tante figure coinvolte nella cura dei pazienti, in ogni fase della malattia. Oggi le cure per la sclerosi esistono, ci sono nuovi farmaci che potrebbero cambiare radicalmente il percorso dei pazienti perché in grado di trattare e stabilizzare la malattia''.
Sulla validità del progetto Pdta è intervenuto il dottor Bifulco ricordando che ''il paziente non deve restare isolato. Il Pdta permette una piena integrazione tra ospedale e territorio e definisce obiettivi, ruoli ed ambiti di intervento''.
Orgoglioso per il valido progetto, il direttore della Uoc cure primarie Giuseppe Cimarello ha spiegato che ci sarà piena sinergia anche con i medici di medicina generale, operanti nelle altre realtà della Tuscia.
L'impegno della Asl di Viterbo è supportato con fiducia dalle numerose associazioni di volontariato che si dedicano al contatto diretto con i pazienti. Durante la presentazione del progetto Pdta è intervenuta la dottoressa Lucia Palmisano, membro del Consiglio direttivo dell’Aism e medico. ''Nel Pdta è stato inserito tutto il percorso dalla diagnosi alle cure palliative – ha affermato Palmisano – e quella di Viterbo sarà un'esperienza modello per tutti. Lo esporteremo anche a Roma'.