ANNO 16 n° 276
Gli imputati per l'attentato a La Maddalena
''Luigi Fallico ucciso dal sistema''
L'accusa lanciata dagli imputati nel processo per l'attentato a La Maddalena

VITERBO - Non hanno voluto prendere parte all'udienza in segno di solidarietà nei confronti di Luigi Fallico, stroncato da un infarto pochi giorni fa mentre si trovava in una cella del carcere di Viterbo. Bruno Bellomonte, Bernardino Vincenzi, Riccardo Massimo Porcile, Gianfranco Zoja, Costantino Virgilio e Manolo Morlacchi, accusati dalla procura di Roma di aver progettato, in qualità di brigatisti rossi, l'attentato a La Maddalena (poi mai attuato) in occasione del vertice del G8, hanno preferito non essere presenti oggi di fronte alla prima corte d'Assise.

Il tribunale, presieduto da Anna Argento, ha deciso di rinviare il processo al 15 giugno prossimo quando saranno sentiti tre funzionari della Digos e una conoscente di Fallico.

Sulla scomparsa di Fallico, hanno messo per iscritto un loro pensiero Morlacchi e Virgilio, gli unici due imputati a piede libero: ''Questo processo ha già emesso la prima sentenza e purtroppo è una sentenza che non prevede appelli: il nostro compagno Gigi nonostante le segnalazioni e le richieste di cure è stato abbandonato al suo destino. Fallico non è morto per cause naturali, nè per una fatalità: è stato ucciso. Se fosse stato libero, anche indagato ma libero, non sarebbe morto. Lui ha avuto l'imprudenza di ammalarsi in carcere: un luogo incivile, medievale. Ogni anno sono centinaia le persone che muoiono da detenuti per le violenze subite. Centinaia di omicidi - concludono Morlacchi e Virgilio - che sappiamo resteranno impuniti per la giustizia di questo Stato». In una nota la camera penale di Roma afferma che Fallico «è l'ennesima vittima di un sistema carcerario al collasso''.

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