ANNO 16 n° 274
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Bernardino Benedetti - Salvatare
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''… tutti e nnói arivono ta e bbettino'',
Gruppo Spontaneo Canepinese in trionfo
Centinaia di spettatori entusiasti all'ottava commedia della compagnia dialettale

VITERBO – Sono state due serate trionfali per il Gruppo Spontaneo Canepinese, la compagnia teatrale dialettale che, giovedì e venerdì scorsi, ha esordito con una nuova commedia: ''… tutti e nnói arivono ta e bbettino'', l'ottava delle serie. Praticamente tutti gli abitanti del paese hanno assistito, entusiasti e divertiti, alla piéce, inserita nel cartollone dei festeggiamenti in onore di Santa Corona, il cui testo, tra una battuta esilarante e l'altra, dà spazio ad amare riflessioni che sono delle vere e proprie lezioni di vita.

Scritta da Girolamo–Momo Pesciaroli, intervallata dalle musiche e dai testi di Giuseppe Palazzolo, arrangiati da Daniele Pallotta ed eseguiti da Augusto Fanelli e dalla band E Bbiccasorci, il nuovo lavoro del GSC narra le vicissitudini di una famiglia alle prese con le eterne dicotomie: essere o avere? Cultura o soldi?

Straordinari gli interpreti: Antonio Foglietta, ormai ''specializzato'' in ruoli femminili, nei panni della comare Felice, arcigna e saggia donna di campagna; Valter Palozzi, lo scorbutico e onesto Terzino, suo marito; Rosato Palozzi, figlio intellettuale della coppia, giovane insegnate precario che si nutre di cultura e che mostra verso il denaro un austero distacco; Emanuela Fanelli, la figlia Mimma, sposata con Mario (Piero Santini), piccolo imprenditore edile romano dalle modeste capacità che, grazie ad una disinvolta gestione degli affari, è riuscito a raggiungere un'agiata condizione economica, persuasi che nella vita possedere e apparire è ciò che conta, che con i soldi tutto si può comprare anche un eventuale ''pezzo di carta'' per il proprio figlio Alex (Riccardo Poli) che stanno crescendo ignorante e viziato.

In soccorso della famiglia, finiti in grossi guai giudiziari, proprio perché tutti i nodi arrivano al pettine, intervengono gli amici. Quegli amici che ci sono sempre: Salvatore (Bernardino Benedetti) e la pettegolissima moglie Mimma (Veronica Ferri).

E poi c’è la legge, impersonata da due carabinieri, Gabriele Ferri, il maresciallo, e Rosato Palozzi, l'appuntato. Una legge mite, più incline alla clemenza che alla condanna. I due militari si rendono conto che Terzino è una brava persona, che è finito nei guai per colpa del genero dilapidatore di soldi, e gli consigliano come uscirne con i minori danni possibili.

Sebbene sia ambientata a cavallo tra la fine del 1900 e gli albori del 2000, ''… tutti e nnói arivono ta e bbettino'' sembra anticipare quanto avverrà  alcuni anni più tardi, quando i derivati, i mutui subprime, la speculazione di borsa, la finanza creativa sono esplosi, svelando tutta la loro fatulità, gettando gran parte del mondo occidentale in un crisi acuta, della quale non si vede ancora la fine. E le famiglie si sono così dovuti inventare un nuovo welfare.

Lo staff tecnico del GSC è composto da Silvana Pesciaroli, Alessandro Luccioli, Vincenzo Petti, Umberto Pesciaroli e Umberto Benetti. 

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