

VITERBO – Alzano la voce il mondo politico e i cittadini a seguito dell’annuncio della Talete di chiudere i rubinetti ai morosi.
Secondo il presidente della società che si occupa dell’approvvigionamento idrico, Marco Fedele, l'escalation delle morosità, dovute un po' alla crisi economica, un po' all'arsenico ma anche al malcostume, sono la causa della decisione: ''negli ultimi 6 mesi - spiega - abbiamo riscontrato circa 2milioni di euro di bollette non pagate. La metà riguardano il terzo trimestre 2012 e l'altra metà il primo del 2013''.
Talete, infatti, ha deciso di incrementare la lotta ai morosi, che negli ultimi mesi sono raddoppiati, toccando quota 12-13 mila (anche se una parte non irrilevante non ha nulla a che fare con l’arsenico) ha già inviato circa 1.500 lettere di sollecito agli utenti residenti nei 28 comuni che l’hanno delegata alla gestione del servizio idrico. Altre 8mila saranno spedite entro agosto. Secondo il presidente della società che si occupa dell’approvvigionamento idrico, Marco Fedele, la decisione di chiudere i rubinetti è un atto dovuto. ‘’''Le bollette sono l’unica entrata dell’azienda. Se non incassiamo non riusciamo ad andare avanti e a garantire il servizio nemmeno ai cittadini in regola’’.
Dopo l’annuncio sono stati in tanti ad alzare la voce contro la società. ‘’L’incredibile comunicato del presidente della Talete che annuncia la chiusura delle forniture idriche agli “utenti morosi” lascia stupefatti’’. E’ il commento del referente viterbese del forum italiano ‘’Movimenti per l’acqua’’, Francesco Lombardi.
‘’Prima di prendere decisioni in merito va accertata la reale morosità, - spiega in una lettera - e i motivi che eventualmente l’hanno determinata, non escludendo nemmeno il comprensibile rifiuto o limitazione del pagamento di alte tariffe, sproporzionato al servizio offerto dalla società il cui deficit non è certo dovuto a qualche moroso ma ad anni di pessima gestione e di scelte legate alle convenienze politiche di cui tutti paghiamo le conseguenze’’. Infine, chiede alla commissione ambiente della Regione di procedere con la conversione in legge del referendum per la ‘’ ripubblicizzazione e la riorganizzazione del servizio idrico nel Lazio per porre fine alle gestioni private e di carrozzoni come la Talete, che diffidiamo dall’intraprendere azioni vessatorie contro gli utenti promuovendo, se necessario, azioni legali’’.
Sulla vicenda è intervenuto anche il Movimento 5 stelle, che ha lanciato un appello ai sindaci proprietari della società: ‘’modificare la carta dei servizi in modo da non interrompere il servizio idrico per i privati in difficoltà economica’’.
E se il referente del forum dei movimenti dell’acqua e il movimento cinque stelle se la prendono con la società, il presidente della Provincia, Marcello Meroi, si rivolge direttamente al presidente della Regione Nicola Zingaretti.
‘’A causa di varie e diverse problematiche che si sono trascinate negli anni e che la Regione non ha voluto affrontare con la necessaria determinazione, nonostante avesse i poteri e l’autorità per risolverle, - scrive Meroi - oggi la società ha raggiunto livelli di criticità tali da mettere a rischio la propria sopravvivenza con gravissime ripercussioni sul destino occupazionale dei lavoratori e sull’efficienza stessa del servizio. Vista la assoluta gravità della situazione le organizzazioni sindacali sono tornate a sollecitare la convocazione di un tavolo tecnico fra Regione, Provincia, Comuni e parti sociali, per avere chiarimenti in merito al futuro del servizio e dei dipendenti della Talete, costretti oggi a vivere in uno stato di completa incertezza e precarietà. Con la presente - conclude il presidente della Provincia - sono quindi a sollecitare da parte tua la convocazione di questo tavolo tecnico istituzionale dove poter discutere del problema e delineare le possibili strategie risolutive’’.