ANNO 10 n° 20
Viterbese, giorni di sogni e di paure
I tifosi sperano nel ripescaggio,
dubbi sulla permanenza dei Camilli
09/06/2015 - 00:31

di Tommaso Crocoli

VITERBO - Si prepara un'estate, l'ennesima, fatta di sogni e timori per la tifoseria gialloblu, dopo che i calci di rigore hanno messo fine alla corsa della Viterbese nei play-off. L'eliminazione contro il Taranto, figlia degli errori dal dischetto di Dalmazzi e Neglia al termine di una sfida intensa e combattuta, lascia l'amaro in bocca ma, allo stesso tempo, tiene più che viva la speranza di un ripescaggio in Lega Pro.

La squadra, infatti, è comunque arrivata fino agli ottavi di finale e, forte del blasone e della solidità economica della società, può ambire legittimamente a un posto tra i professionisti. Tra retrocessioni, problemi economici e l'ombra del calcioscommesse, è facile intuire che qualche casella vuota nella categoria superiore ci sarà sicuramente. Le incognite, casomai, sono legati ai parametri che adotterà la Federazione e alla possibilità che venga introdotto un fondo perduto di 600 mila euro da versare, scelta che porterebbe tanti presidenti a rinunciare alla domanda di ripescaggio.

L'altro grosso punto interrogativo riguarda l'eventuale permanenza della famiglia Camilli alla poltrona di comando. Il presidente Vincenzo ha vissuto con grande partecipazione la sfida contro il Taranto, amareggiato per la sconfitta a fine partita come i tantissimi sostenitori accorsi a riempire tribuna e curva del Rocchi. Un trasporto emotivo che lasciava sperare in un ripensamento, dopo le tante dichiarazioni d'addio a fine stagione.

Pronta, invece, è arrivata la conferma del padre Piero, che ha ribadito l'intenzione di mollare Viterbo. Sarà davvero così? Difficile pronosticarlo con certezza. Bisognerà attendere ancora qualche giorno per capire le reali intenzioni di una famiglia che ha saputo riaccendere, con un po' di fatica, l'entusiasmo di una piazza delusa dalle tante disavventure societarie degli scorsi anni.

Facile legare il futuro dei colori gialloblu alla permanenza dei Camilli: in un calcio sempre più disastrato, che ha vissuto anche quest'anno tante storie di fallimenti, penalizzazioni e stipendi mai pagati, l'attuale società è garanzia di serietà assoluta, pilastro necessario per gettare le basi di un roseo avvenire. La speranza è in un ripensamento estivo, condizionato anche dal ritorno in massa dei viterbesi allo stadio. Chissà che quel ruggito feroce, che ha annunciato il gol di Giannone in tutta la città, non sia stato fondamentale per riscrivere la storia della Viterbese.





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