ANNO 10 n° 20
Quel punto interrogativo
chiamato Lega Pro
I tifosi sognano il ripescaggio,
ma ci sono tante incognite
22/06/2015 - 02:00

di Tommaso Crocoli

VITERBO - Dubbi e incertezze non accennano ancora a diradarsi, in questa estate viterbese vissuta con il solito groppo in gola che non va né su né giù. Le intenzioni della famiglia Camilli, al momento, restano quelle: via da Viterbo e che sarà sarà. Si spera, ovviamente, in un ripensamento sul filo di lana, che garantirebbe ai tifosi gialloblu la certezza di una società solida con la quale costruire il futuro.

I più ottimisti di sogni ne coltivano due: il secondo risponde al nome di Lega Pro, sfuggita in campionato per colpa di una Lupa Castelli Romani troppo forte ma che potrebbe essere riconquistata attraverso i ripescaggi. Una categoria, però, che a sua volta rappresenta un enorme punto interrogativo.

Tre gironi da venti squadre e, nonostante le voci di un abbassamento a due, è stata la stessa Lega Pro a specificare che si andrà avanti con la vecchia formula. In teoria, quindi, sessanta squadre, tutte già note. Sulle quali pende, però, la spada di Damocle della Covisoc, la Commissione per la vigilanza e il controllo delle società di calcio.

In tante, in giro per i tre raggruppamenti, non navigano in buone acque: il presidente del Real Vicenza, Lino Diquigiovanni, ha già annunciato che non iscriverà la squadra. La partecipazione del Venezia è in dubbio, a Monza si vive una situazione simile a quella del Parma in serie A. Altre incognite sono rappresentate da Mantova e Barletta, e la lista dei club con qualche ''problemino'' potrebbe non finire qui. 

In tutto questo c'è una Viterbese che, forte dell'approdo ai quarti di finale dei play-off di Lega Pro e del blasone, un pensierino ai piani alti potrebbe legittimamente farlo. Il problema però, oltre a un eventuale addio della famiglia Camilli che rimetterebbe in discussione la solidità economica della piazza, passa dal meccanismo dei ripescaggi. 

Servono 600 mila euro da versare a fondo perduto, accompagnati da una fideiussione di altri 600 mila euro più tutte le incombenze necessarie per il salto di categoria. Modalità che, salvo ripensamenti della Lega, porterebbero in caso di conferma alla rinuncia di tante aspiranti al ripescaggio. Come sarà, allora, la nuova Lega Pro? Il rischio è quello di trovarsi di fronte a gironi ''monchi'', con squadre che non possono iscriversi e altre che rinunciano a subentrare per non andare incontro a pesanti esborsi.

In questi tempi non proprio sereni, l'ultima notizia in ordine cronologico riguarda Alessandro Virzì, ex presidente della Lupa Castelli Romani (si era appena defilato) indagato per associazione a delinquere. Con il club ancora alla ricerca di un impianto per il prossimo anno, ecco l'ennesimo scenario possibile: Viterbese promossa al posto dei castellani senza a quel punto passare dal meccanismo dei ripescaggi. Difficile capirci qualcosa, questo è sicuro. E meno male che, in teoria, stiamo parlando di professionisti. 





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