ANNO 9 n° 234
Fieno davanti al giudice, il 44enne per la prima volta fuori dal carcere
Delitto di S. Lucia, arriva il sì all'abbreviato condizionato alla perizia psichiatrica
29/09/2018 - 07:22

VITERBO - Per Ermanno Fieno sarà rito abbreviato condizionato alla perizia psichiatrica. A stabilirlo ieri mattina il gup Savina Poli, dopo un’udienza a porte super blindate a cui ha partecipato anche il 44enne, accusato di aver ucciso la madre e occultato il cadavere assieme a quello del padre, morto per cause naturali alcuni giorni prima.

Ritrovati entrambi cadaveri nella loro camera da letto, erano avvolti nel cellophane e distesi sul materasso. Attorno a loro dei deodoranti per ambienti, probabilmente usati per coprire l’odore dei corpi.

Uscito per la prima volta dal carcere di Mammagialla, in cui è recluso dallo scorso 24 dicembre, Ermanno Fieno, ieri mattina, ha deciso di assistere all’udienza. Scortato dalla polizia penitenziaria, in aula era a fianco del suo difensore, l’avvocato Roberto Massatani: avrebbe voluto parlare, fornire al giudice la sua verità in spontanee dichiarazioni, ma pare non ce ne sia stato modo.

Intanto, il giudice ha accolto in via definitiva la richiesta del rito abbreviato condizionato ad una perizia psichiatrica sull’imputato. Servirà a capire se Fieno fosse capace di intendere e di volere al momento dei fatti e se sia in grado di seguire coscientemente le varie fasi processuali.

Si tornerà in aula il prossimo 9 novembre per la nomina del perito che incontrerà ed esaminerà il 44enne: per il tribunale sarà il professore Giovanni Battista Traverso, mentre per la difesa, che già si è detta pronta a nominare un consulente di parte, con ogni probabilità la scelta ricadrà sul professor Alessandro Meluzzi.

Su Ermanno Fieno, le accuse di omicidio volontario e occultamento di cadavere: avrebbe ucciso la madre 77enne Rosa Franceschini con dei colpi mortali di attizzatoio e poi ne avrebbe nascosto il cadavere assieme a quello del padre Gianfranco, 82enne, morto tempo prima per cause naturali. A dare l’allarme il fratello e la sorella, preoccupati dal prolungato silenzio dei genitori. Poi la macabra scoperta e la rocambolesca fuga verso la Francia di Ermanno: fermato dalla polizia di frontiera a Ventimiglia, è stato portato a Viterbo la vigilia di Natale scorsa e, da quel giorno, è recluso a Mammagialla.





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