ANNO 10 n° 19
Calcio, rigori fatali per la Viterbese, passa il Taranto (3-5)
I gialloblu sperano nel ripescaggio
07/06/2015 - 18:09

VITERBESE – TARANTO 3-5 dopo i calci di rigore (1-1 ai tempi regolamentari)

VITERBESE (4-3-3): Zonfrilli, Perocchi (dal 19’ st. Costalunga), Scardala, Dalmazzi, Pacciardi, Nuvoli, Giannone, Assenzio (dal 36’ st Faenzi), Neglia, Saraniti, Pero Nullo (dal 24’ st. Oggiano). Allenatore: Orlandi. A disposizione: Fadda, Varricchio, Tuniz, Pippi, Faenzi, Morini, Fanasca.

TARANTO (3-4-3): Mirarco, Ibojo, Prosperi (dal 27’ Colantoni), Ciarcià, Pambianchi, Porcino, Cicerelli, Vaccaro (dal 1’ st Giglio), Genchi, Mignogna (dal 15’ st. D’Avanzo), Gabrielloni. Allenatore: Cazzarò. A disposizione: Borra, La Gioia, Russo, Bottiglione, Merico, Gaeta.

Arbitro: Zingarelli (Salvatori e Driss Abou)

Marcatori: 42’ Giannone, 83’ Pambianchi

Sequenza rigore: Ibojo (T) gol, Giannone (V) gol, Ciarcià (T) gol, Oggiano (V) gol, Giglio (T) gol, Dalmazzi (V) alto, Gabrielloni (T) gol, Neglia (V) alto

Ammoniti: Ciarcià e Pambianchi per il Taranto, Giannone e Oggiano per la Viterbese

Angoli: 5-9

Recupero: 2’+5’

Note: 3000 spettatori circa, giornata calda e afosa. Terreno di gioco in buone condizioni

VITERBO – Vince e vola in semifinale il Taranto, che espugna il Rocchi ai calci di rigore al termine di una partita intensa e combattuta, segnata da un grande equilibrio e tanti rovesciamenti di fronte. Uno a uno nei novanta minuti, con Giannone che sblocca il punteggio con un bel gol da fuori prima del pareggio di Pambianchi in mischia. Un peccato, perché la Viterbese sembrava riuscire a contenere l’urto di un avversario volenteroso ma a corto di soluzioni offensive. Ora l’attesa per il ripescaggio, che potrebbe comunque valere un posto in Lega Pro.

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Solito 4-3-3 per Gregori (squalificato, in panchina il vice Orlandi), che recupera tutti i pezzi principali del suo scacchiere. Dalmazzi e Scardala, non al meglio, davanti a Zonfrilli, con Perocchi e Pacciardi sulle fasce difensive e il trio Assenzio-Giannone-Nuvoli in mezzo al campo. Ce la fa Saraniti, schierato come centravanti, al suo fianco Neglia e, a sorpresa, Pero Nullo, che vince il ballottaggio con Oggiano e ritrova una maglia da titolare. Dall’altra parte Cazzarò conferma un Taranto a trazione anteriore, con l’ex Ibojo a destra nel terzetto arretrato insieme a Prosperi e Pambianchi. Davanti, l’esterno Mignogna, accostato alla Viterbese a dicembre, e Gabrielloni a supporto del bomber Genchi.

Dieci minuti di assenza per gli ultras della Viterbese, che riempiono le gradinate in ritardo per solidarietà ai sostenitori del Taranto che hanno rinunciato alla trasferta in polemica con l’Osservatorio. Poi l’ingresso in massa, tra gli applausi della tifoseria pugliese. Pero Nullo sta bene e lo dimostra al 10’, quando la Viterbese crea la prima, grandissima occasione della partita: il folletto umbro apparecchia per Assenzio che tutto solo calcia addosso a Mirarco in uscita. Lo stesso Pero Nullo mette poi un insidiosissimo cross al centro messo in angolo dalla difesa ospite. Al 17’ la risposta del Taranto, con una percussione di Mignogna chiusa con un sinistro angolato messo in corner da Zonfrilli.

Giannone e Mignogna ci provano rispettivamente da fuori senza inquadrare il bersaglio, poi sono gli ospiti a crescere alla distanza, costringendo di nuovo Zonfrilli alla respinta su botta di Genchi. Prosperi alla mezz’ora cerca l’eurogol in rovesciata su sponda di Ibojo ma il pallone si spegne a lato, poi è Saraniti a tentare la gran conclusione da fuori che termina di poco alta. Punta nell’orgoglio, la Viterbese reagisce: Neglia al 42’ costringe Mirarco alla gran respinta, sugli sviluppi dell’azione Giannone si avventa sul pallone al limite e lo scaraventa all’angolino basso alla sinistra del portiere rossoblu. Boato incredibile sugli spalti di un Rocchi mai così vivo, per un gol stupendo e preziosissimo in un momento di difficoltà per la squadra di casa.

Nessun cambio a inizio ripresa, la Viterbese parte forte e ha già una buona chance al 48’, quando Pero Nullo mette in mezzo un pallone ghiottissimo sul quale Neglia e Saraniti non si capiscono, lasciando scorrere la sfera. La partita è bella e accesa su entrambi i fronti offensivi, al 52’ è Mignogna a sfiorare il pari con un tocco volante in area, senza però riuscire ad angolare la sfera che termina tra le braccia di Zonfrilli. Pero Nullo orchestra un bel contropiede, sfumato all’ultimo per una chiusura tempestiva di Porcino su Nuvoli, poi Perocchi si fa male impattando sulla panchina dopo un recupero sull’out laterale ed è costretto al forfait (al suo posto Costalunga).

Poco dopo è la volta di uno stremato Pero Nullo, che lascia il campo tra gli applausi sostituito da Oggiano. Il Taranto preme ma non trova sbocchi contro una difesa organizzata e sempre attenta, e così le principali occasioni ospiti arrivano dalla bandierina: su tutte quella che capita al 73’ sulla testa del neo entrato D’Avanzo, che svetta in mischia ma trova la pronta risposta di Zonfrilli in tuffo. La pioggia inizia a scendere forte su Viterbo, la gara si fa spigolosa, con gli ospiti a provarci soprattutto da fuori e i padroni di casa attenti a difendere il vantaggio, pronti a ripartire in contropiede alla prima occasione buona. Quando sembra passato il peggio, il Taranto trova il pari: punizione dalla sinistra di D’Avanzo all’83’, stacco perfetto di Pambianchi che beffa Zonfrilli sul suo palo.

Il gol è una mazzata per una Viterbese che sembrava controllare senza affanno la sfida, e ridà improvvisamente coraggio ai rossoblu che cercano la vittoria. Oggiano prova la magia a cinque minuti dalla fine, ma il suo sinistro a giro termina alto di un soffio sopra la traversa della porta difesa da Mirarco. Le squadre sono stremate, e gli ultimi minuti scivolano via senza più brividi fino al triplice fischio che segna l’inizio della roulette dei calci di rigore. Il Taranto non sbaglia un colpo, Dalmazzi e Neglia calciano alto. Finisce 5-3 per il Taranto, bravo a crederci fino alla fine, al termine di una partita che ha però visto in campo una buona Viterbese. Ora si tratta soltanto di attendere gli eventuali ripescaggi, nella speranza che il sogno non svanisca in una serata d’estate.





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