ANNO 9 n° 317
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Pero Nullo trascina la Viterbese in coppa
Successo gialloblu 3-1 sul Lariano; decisiva la doppietta del fantasista

di Domenico Savino

VITERBESE CASTRENSE - LARIANO RDP NEMI 3-1

VITERBESE CASTRENSE (4-4-2) G. Marini; Rausa, Fapperdue, M. Marini, Toto; Pero Nullo (dal 38’ s.t. Crisanti), Federici, De Vizzi (dal 25’ s.t. Romondini), Ghezzi (dal 15’ s.t. Ravoni); Giurato, Cerone A DISPOSIZIONE Cima, Ingiosi, Lanzalonga, Noviello ALLENATORE Solimina

LARIANO RDP NEMI (4-4-2) Esposito; Luddeni, Romaggioli, Marongiu, Moroni; Davato, Sbraglia (dal 38’ s.t. Bisogno), Pompili, Romei (dal 21’ s.t. Carosi); Scacchetti, Fiorelli A DISPOSIZIONE Zampini, Cristofari, Cianni, Lelli, Carosi, De Gregorio ALLENATORE Di Cori

ARBITRO Angiolari di Ostia Lido (Ernetti e Fagnani)

RETI nel p.t. al 17’ Ghezzi (V), al 28’ Romei (L), al 43’ Pero Nullo (V); nel s.t. al 8’ Pero Nullo (V)

NOTE giornata fredda e soleggiata, terreno in buone condizioni, spettatori 100 circa Ammoniti Federici e De Vizzi per la Viterbese Luddeni e Romaggioli per il Lariano Espulso Luddeni per il Lariano per doppia ammonizione Angoli 3-3 Recupero 1 + 3

VITERBO – La Viterbese inclina la qualificazione dalla propria parte. Vince contro il Lariano (3-1) nell’andata dei quarti di finale di Coppa Italia e in fondo lo fa con merito. Il Lariano resta appeso alla rete siglata in trasferta per tenere accesa la fiammella della speranza. Ma la Viterbese ha un Pero Nullo in più: splendida la prova dell’ex Spoleto che gioca oltre un’ora di grande calcio. Dai suoi piedi partono le azioni più pericolose, i momenti che scaldano la gara “congelata” dal gelido vento di tramontana che spazza il Rocchi.

Il fantasista segna una doppietta (ha aperto le danze Ghezzi, per i romani Romei), dimostra di avere una marcia in più rispetto alla media. Scatti, guizzi e allunghi decisivi che dimostrano quanto è mancato nell’ultimo mese. La sua superiorità tecnica è evidente. Anche Cerone è più coinvolto rispetto alle recenti prestazioni. Quando decide di giocare di prima è molto più imprevedibile. Federici e De Vizzi sono due martelli che fanno da diga in mezzo al campo. Ghezzi e Giurato dimostrano volontà e applicazione: Solimina vara il 4-4-2.

Il tecnico tiene a riposo Pacenza e lascia in panchina, Faenzi è squalificato. In fase di possesso gli esterni alti si mettono sulla stessa linea degli attaccanti trasformando il modulo in un 4-2-4 molto spinto. Federici è spostato a centrocampo per dare maggiore sostanza alla mediana con De Vizzi. Il tecnico si affida a due giovanissimi classe ’96 in attacco. Di Cori risponde con un atteggiamento speculare: attacco nelle meni di Scacchetti e Fiorelli, mediana guidata dall’esperto Sbraglia. Molto aggressivi i neroverdi romani che lottano con grande intensità su ogni pallone. Poi alla lunga si spengono anche perchè restano in dieci per il rosso a Luddeni.

Ritmo basso da Coppa Italia. E’ Pero Nullo che illumina le azioni della Viterbese. Il lato preferito dell’offesa è il destro e l’esterno imperversa tenendo in costante apprensione il suo marcatore Moroni. A far paura è il Lariano: Romaggioli da pochi passi prende la traversa su azione da calcio d’angolo con la difesa gialloblu immobile. Scampato il pericolo, la Viterbese trova il gol. L’azione in verticale tra Pero Nullo e Cerone è finalizzata da Ghezzi. Tuttavia è immediata la reazione del lariano che trova il pari con il giovane Romei abile a sfruttare una punizione di Sbaraglia e la complicità di Rausa e Gabriele Marini. Solimina inverte gli esterni, poi Pero Nullo pennella la sua punizione perfetta e riporta in vantaggio la Viterbese.

La ripresa si apre con un giallo. La Viterbese segna, ma il gol viene annullato. L’assistenza convalida la rete, ma l’arbitro è irremovibile sulla sua decisione: ha visto un fuorigioco. Ma la rete è nell’aria e la Viterbese triplica con una azione in velocità Cerone – Pero Nullo finalizzata dal folletto di Fratta Todina che ha giocato un’ora di grande calcio. Una spina nel fianco della difesa avversaria sia quando spinga da destra che quando viene utilizzato sull’out opposto. I cambi nel finale congelano il risultato.



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