

VITERBO – Cordoglio, commozione e lunghi applausi alla basilica di Santa Maria de La Quercia dove, ieri pomeriggio, si è svolta la cerimonia funebre di Roberto Vincenti, il cancelliere del tribunale di Viterbo deceduto domenica scorsa a causa di un infarto fulminante. Era in sella alla sua bici da corsa con un gruppo di amici quando è stato colpito da un malore che non gli ha lasciato scampo. Aveva sessant’anni, una bella famiglia, ed era in pensione da meno di un anno.
“Roberto, adesso, è nel cuore del Signore, perché è riuscito a portare la sua esistenza a compimento – ha detto il parroco durante l’omelia - attraverso l’amore che seminato nel corso della sua vita. A partire dalla sua famiglia, che ha saputo crescere e custodire”. Un uomo, Roberto, che si è sempre speso per gli altri. “Che non ha mai fatto mancare sostegno, aiuto ed incoraggiamento verso il prossimo”. Come nel palazzo di giustizia viterbese. “Aveva sempre un sorriso ed una parola buona per tutti. Quando è andato in pensione, meno di un anno fa, la sua assenza l’abbiamo avvertita tutti”. Roberto ha lasciato un grosso vuoto negli uffici di via Falcone e Borsellino. Adesso ancor di più. E c’erano tutti, alla basilica, colleghi del tribunale, sostituti della Procura, avvocati. Uomini dell’Arma e della Questura. Gli amici, tantissimi, arrivati anche da fuori provincia per porgergli l’ultimo saluto.
“Ci mancherai tanto, sarai sempre il nostro punto di riferimento. Faremo il possibile per non deluderti”. Così, in una lettera, il personale di Villa Noemi, la casa di riposo che Vincenti aveva aperto da qualche anno. “Nutriva un profondo affetto per i suoi anziani: sapeva prendersene cura ed era sempre pronto a dimostrargli la sua vicinanza; anche nelle piccole cose, nel modo in cui sapeva sorridergli”.
“La vita di Roberto è un esempio per tutti noi, ha vissuto da protagonista prodigandosi verso il prossimo e lascia un segno in tutte le persone che lo hanno conosciuto. Tutti continueremo a sentire la sua presenza, il suo aiuto ed il suo incoraggiamento nei momenti bui”.
Al termine delle esequie, un lungo applauso ha accompagnato il feretro fino all’uscita dalla basilica. Poi una lunga fila di auto lo ha seguito fino al cimitero di Chia, il suo paese di origine.
Ciao Roberto.