ANNO 16 n° 274
‘'Spero in un candidato
sindaco alfiere
del centrosinistra''
La replica di Raffaella Valeri
all'articolo di Codadilupo
18/03/2013 - 04:00

Riceviamo e volentieri pubblichiamo, la replica di Raffaella Valeri all'articolo di Codadilupo di sabato 15 marzo.

VITERBO - L'intervento di ''Codadilupo'' su Viterbonews24 mi sembra abbia frainteso le mie dichiarazioni e dunque impone una replica.

Sorprende innanzi tutto che, invece di incoraggiare la speranza per una politica migliore tanto e legittimamente reclamata da più parti, si cerchi di alimentare polemiche partigiane e strumentali.

Ovvio che sulle vuote tautologie di un allenatore di calcio (''i voti sono di chi li prende'') c’è ben poco da argomentare. Quello su cui bisogna interrogarsi è a quale scopo si prendono i voti. Vincere, certo. Ma per fare cosa?

Non mi preoccupa la partecipazione di chi anni fa è stato nella DC o nell’UDC. Mi preoccupa la riproposizione di uno schema in cui i voti vengono chiesti per governare, senza dire prima in cosa consisterà questo governo. Lo schema che ha favorito un sistema clientelare ed elitario di cui anche parte della DC, in passato, è stata espressione. E mi sembra che la città di Viterbo, riguardando alla sua storia, abbia pagato un prezzo anche pesante al clientelismo. Oppure vogliamo dire che il nostro passato sia stato un modello di efficienza e trasparenza?

Né penso che i voti di ieri diventino automaticamente voti di oggi. Rispetto a cinque anni fa, allorché Nando Gigli concorse alle elezioni amministrative, la situazione politica e sociale è cambiata molto. Prima eravamo ancora disposti a dare deleghe in bianco ai partiti, oggi finalmente pretendiamo che i partiti e le persone siano identificabili negli obiettivi tematici e culturali che propongono.

Per questo - in occasione di una riunione organizzativa delle primarie - ho chiesto con forza agli altri candidati di organizzare insieme un incontro pubblico, finalizzato a precisare quali sono le basi comuni della nostra futura azione politica. E’ così strano auspicare che dalle primarie di una coalizione che comprende il Pd, Sel e il Psi esca un candidato che si faccia alfiere di politiche di centrosinistra?

Partecipare alle primarie è per me, prima di tutto, contribuire alla definizione di una offerta politica chiara, partecipata, limpida. Sulla quale chiedere il voto di tutti. Non a caso fra chi ha firmato per la mia candidatura ci sono anche persone che in altre elezioni hanno votato per partiti di centro-destra. E tanto per chiarire: Sel non è ''il mio partito di riferimento'' ma una delle forze politiche che hanno scelto di appoggiarmi.

Se avessi voluto rompere la coalizione per portare avanti una battaglia isolata lo avrei già fatto, ne ho avuta più di una occasione. Ma rivendico e continuerò a rivendicare l’idea che partecipare ad un percorso comune come quello delle primarie non equivale ad essere disponibile a portare avanti qualunque politica, con qualunque politico.

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La controreplica

Le assicuro, gentile Raffaella Valeri, che nel mio intervento non c'è alcunché di strumentale e tanto meno di partigiano. Sono una vecchia e spelacchiata codadilupo che ne ha viste e raccontate troppe per credere e dar credito a chi, nell’imminenza degli appuntamenti elettorali, ritiene di detenere la ''pietra filosofale''.

Il senso del mio scritto è un altro: ma com’è possibile che mentre il centrodestra è palesemente e forse irreparabilmente allo sbando e la destra-destra di Filippo Rossi si sta attrezzando per nutrirsi della sua carcassa, il centrosinistra, pur avendo un’occasione storica di conquistare Palazzo dei Priori, si metta a fare le smorfie su Gigli, Michelini, la data di svolgimento delle primarie, il vecchio, il nuovo vero, presunto o sedicente?

Qui sono in campo tre candidati alle primarie, ognuno avrà un suo programma, almeno si auspica. Poi saranno i viterbesi, attraverso il voto a scegliere quello che riterranno più convincente. Ne uscirà un candidato sindaco che, se avrà buonsenso, elaborerà una sintesi tra le sue proposte, quelle dei competitor, dei partiti che lo sostengono e di tutte le espressioni della cosiddetta società civile interessate a partecipare. Quello sarà il programma della coalizione e, in caso di vittoria, il programma di governo della città.

Un percorso trasparente, lineare e condiviso che, se gestito con grano salis, è tutt’altro ''dall'essere disponibile a portare avanti qualunque politica, con qualunque politico''.

Sarebbe invece politicamente scellerato, in quanto evidenzierebbe una presunta superiorità morale che nessuno può vantare, negare a chicchessia di condividere quel percorso. Del resto, lei stessa afferma che tra coloro che sostengono la sua candidatura ''ci sono persone che in altre elezioni hanno votato per partiti di centrodestra''.

Infine, gentile Raffaella Valeri, mi permetta di darle un suggerimento: non creda che il mondo, rispetto a cinque anni fa, sia totalmente cambiato. E che sia cambiato in meglio. Se così fosse non si spiegherebbero i risultati delle ultime elezioni e la delega, quella sì totalmente in bianco, data dagli elettori al comico Beppe Grillo. La verità è che i partiti hanno fatto del tutto, riuscendoci, per farsi odiare dagli italiani. Perché di odio si tratta. E la crisi economica ha fatto il resto. Veda, quando il caos è tanto e dura troppo a lungo, come insegna Fëdor Dostoevskij ne ''I demoni'', sono le canaglie ad emergere. In Italia il caos dura da circa venti anni.

Un grosso in bocca al lupo

Codadilupo

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