


VITERBO – La primavera porta con sé il risveglio della natura; è da sempre così, e come lo è per noi, lo è anche per tutto il mondo animale. Come gli orsi escono dal letargo, le rondini tornano dal viaggio migratorio, anche gli insetti tornano a riattivarsi, ed è questo il caso delle cimici asiatiche, anche comunemente chiamate da noi puzzole.

Ma dove sta la notizia in tutto ciò? Bene, sui social si sta diffondendo a macchia d’olio la narrativa del “ritorno delle cimici”, sì, come se fossero andate su un altro pianeta durante il periodo invernale e fossero tornate per godersi l’estate, con annesse le urla di chi proprio non vuole averci niente a che fare, perché per l’appunto, puzzole.
E nel Viterbese?
Bene, aprendo i social in questo periodo può capitare di leggere post di utenti che annunciano l’inizio dell’invasione di questi esseri, chiedendo quali potrebbero essere le soluzioni da adottare per tenerle fuori casa. C’è chi suggerisce che la vicinanza delle coltivazioni intensive di noccioli attiri questa calamità, e che non essendoci più i difensori naturali a proteggerci ormai tocca “accollarsele”. C’è anche chi dice di non averle ancora mai viste a Viterbo, e chi invece racconta di aver subito proprio un’invasione, ma di quelle che lasciano il segno, e si fanno sentire, con un bel croc croc avendone mangiata una per sbaglio perché finita dentro una torta…
Ma dove sta la verità? Cimici aliene o scongelate?
Ebbene, la verità sta proprio nel ciclo di vita di questi insetti, che segue delle fasi scandite dalle stagioni.
Durante l’inverno, le cimici non spariscono: si infilano dove capita — case, sottotetti, crepe nei muri — e lì restano ferme, in una sorta di pausa. Non morte, non partite per le Maldive, semplicemente in stand-by.
Poi arriva la primavera, si alzano le temperature, e loro… si ripartono. Escono, si muovono, tornano a farsi vedere — e soprattutto iniziano a fare quello che ogni specie fa quando il clima lo permette: riprodursi.
È proprio tra aprile e maggio che gli adulti tornano attivi e iniziano ad accoppiarsi. A seguire, tra fine primavera ed estate, arrivano le uova, deposte sotto le foglie. Da lì nascono le ninfe, che cresceranno durante l’estate fino a diventare adulte, pronte poi a cercare di nuovo rifugio quando tornerà il freddo.
Insomma, più che un’invasione, è un calendario.
E allora il punto qual è? Che vedere più cimici in questo periodo è normale, previsto, quasi… in programma. Non è un’invasione aliena, né un’emergenza improvvisa: è semplicemente il ciclo naturale di un insetto che, volenti o nolenti, fa parte del nostro territorio.
Poi per carità, fastidiose lo sono — su questo non ci piove — ma tra il panico social e la realtà, come spesso succede, la verità sta nel mezzo. E forse, più che combatterle con post e commenti, conviene rassegnarsi all’idea che, ogni primavera, un po’… ce le dovremo accollà.