


VITERBO – Una multa da 139 euro e tre punti decurtati dalla patente hanno spinto un automobilista viterbese ad aprire una riflessione sul limite di velocità fissato a 70 km/h in un tratto della superstrada Viterbo-Orte, nel territorio comunale di Soriano nel Cimino, al km 44+390.
A raccontare la propria esperienza è Aldo Rosati, che precisa fin dall'inizio di non voler contestare la sanzione ricevuta né sottrarsi alle proprie responsabilità.
«Un limite esiste e finché esiste deve essere rispettato», scrive l'automobilista. La sua osservazione riguarda invece l'opportunità e la ragionevolezza del limite fissato in quel tratto della superstrada.
Secondo Rosati, infatti, si tratta di una strada a quattro corsie, con due carreggiate separate e, nel punto interessato dalla sanzione, senza curve o particolari caratteristiche che a suo giudizio rendano immediatamente percepibile la necessità di viaggiare a una velocità inferiore ai 90 km/h.
La velocità contestata era di 89 km/h, a fronte del limite di 70.
«Perché proprio 70 km/h?»
È questa la domanda centrale posta dall'automobilista agli enti competenti. Rosati sottolinea come sulle normali strade extraurbane sia frequentemente previsto il limite di 90 km/h anche in presenza di una sola corsia per senso di marcia, accessi laterali, incroci e assenza di una separazione fisica tra le carreggiate.
Da qui il confronto con la Viterbo-Orte e con altre arterie del territorio, compresa l'Aurelia.
«Perché allora 70 km/h su un tratto a quattro corsie della Viterbo-Orte?», si chiede Rosati, auspicando che siano le istituzioni a fornire una spiegazione sulle motivazioni tecniche alla base della limitazione.
L'automobilista riconosce che gli incidenti stradali possono avere molteplici cause, dalla velocità alla distrazione, dall'utilizzo del telefono alle manovre azzardate, fino alle condizioni dei veicoli e della strada.
Proprio per questo, secondo la sua riflessione, sarebbe opportuno verificare se le eventuali criticità dell'infrastruttura possano essere affrontate anche attraverso interventi sulla strada, accompagnati da limiti di velocità ritenuti coerenti con le caratteristiche effettive del percorso.

«Non contesto la multa»
Rosati racconta anche le circostanze personali nelle quali è maturata la sanzione. Quella mattina era diretto a Rieti per lavoro e, afferma, stava percorrendo il tratto interessato con attenzione e senza percepire la propria andatura come particolarmente elevata.
«Sono un libero professionista e ricordo perfettamente di aver percorso quel tratto con tranquillità, prestando attenzione alla strada e mantenendo quella che, nel contesto, percepivo come un'andatura assolutamente normale e con ampi margini di sicurezza».
Un episodio che per lui assume un peso particolare anche per la lunga esperienza alla guida.
«Ho conseguito la patente nel lontano 1988. In quasi quarant'anni di guida non mi erano mai stati decurtati punti per violazioni al Codice della strada», racconta.
Più che l'importo della sanzione, quindi, a pesare sarebbe soprattutto la decurtazione dei tre punti.
La richiesta agli enti competenti
La riflessione non vuole mettere in discussione il principio secondo cui i limiti devono essere rispettati. Rosati riconosce infatti che la sicurezza stradale rappresenta una priorità e che la percezione personale dell'automobilista non può sostituire le regole stabilite dagli enti competenti.
La richiesta è piuttosto quella di conoscere le motivazioni alla base del limite.
«Mi piacerebbe però che qualcuno degli enti competenti la desse ai cittadini», scrive, chiedendo di spiegare «per quale motivo proprio in quel tratto della Viterbo-Orte sia necessario viaggiare a non più di 70 km/h e quali siano le condizioni tecniche e di sicurezza che giustificano tale limitazione».
Una questione che, secondo Rosati, riguarda il rapporto tra sicurezza e percezione delle regole. Un limite, sostiene, dovrebbe essere compreso dagli automobilisti come uno strumento necessario alla sicurezza e non essere percepito come una misura sproporzionata rispetto alle caratteristiche della strada.
«La sicurezza stradale è un interesse di tutti e nessun automobilista responsabile può metterla in discussione. Ma proprio per questo i limiti dovrebbero essere percepiti come strumenti di sicurezza, non come trappole nelle quali può cadere anche chi sta guidando con prudenza», conclude l'automobilista.