ANNO 16 n° 272
Zitelle: dopo pił di 50 anni la sorgente verrą chiusa
Il Comune di Viterbo non aspetta oltre e scrive alla Regione: ''Noi procediamo''
25/10/2019 - 01:40

VITERBO – (MDL) Le Zitelle saranno chiuse. Dopo 50 anni, il Comune di Viterbo è intenzionato a “girare” il rubinetto della sorgente termale che da oltre mezzo secolo disperde acqua nei campi. Il provvedimento impositivo di chiusura era già stato firmato tempo fa dalla Regione ma ora Palazzo dei Priori vuole imprimere un’accelerazione all’operazione.

Nelle scorse settimane l’amministrazione comunale ha inviato una lettera alla Regione nella quale fa presente che procederà alla chiusura della sorgente a prescindere dall’esito dell’affidamento della sua concessione mineraria. In bilancio sono stati stanziati 135mila euro per l’intervento.

La strada per l’affidamento della concessione al Comune sembra essere tracciata ma non c’è nulla di ufficiale né di definitivo. Quello che è certo, è ciò che Palazzo dei Priori ha messo nero su bianco: se la Regione non dovesse affidare la concessione al Comune di Viterbo, questo richiederà – come è specificato nella lettera – il rimborso dei lavori effettuati. Nel frattempo, comunque, pare che in Regione sia stata convocata la commissione per procedere alla concessione che a suo tempo fu affidata alla società Itet, salvo poi ritornare alla sua scadenza in mano alla Regione. Con la chiusura della sorgente de Le Zitelle che attualmente disperse nei campi 16 litri al secondo di acqua, si andrà ad aumentare la pressione generale del bacino termale che è interconnesso come hanno spiegato i tecnici nelle sedute di commissione, a Palazzo dei Priori, dedicate al termalismo.

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Se il destino imminente della sorgente è segnato con la chiusura, il futuro più remoto è tutto da scrivere. Di recente, nell’ambito delle discussione sul rilancio delle ex Terme Inps, si è paventata la possibilità di realizzare un acquedotto dalle Zitelle a queste nel caso in cui la portata del pozzo Gigliola dovesse risultare troppo bassa. Ma questa sarà un’altra storia.






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