


VITERBO – Se cercate un parallelo tra il ponte sullo Stretto di Messina e il progetto di recupero della Zaffera, cosa vi viene in mente?
La risposta arriva direttamente dall’assessore all’urbanistica, Emanuele Aronne, che nel corso dell’ultima commissione urbanistica ha spiegato i motivi per cui tre progetti inseriti nell’elenco annuale 2026 sono slittati al programma triennale 2026-2028. Tra questi, come spiegato dall’assessore, ci sono la Zaffera, la Casa di Alfio e il Ponte Camillario.

I Tre Progetti rimandati
A creare le maggiori difficoltà è il recupero della Zaffera, per il quale si è resa necessaria l’approvazione della certificazione ISO 17020, diversa dalla più comune ISO 9001. Per i progetti con un valore superiore ai 5 milioni di euro è infatti richiesta questa certificazione specifica che, come spiegato da Aronne, può essere rilasciata solo da poche aziende in Italia. Da qui la necessità di spostare l’intervento nella seconda parte del piano.
L’assessore ha quindi chiarito che si tratta di uno slittamento di natura tecnica, poiché le procedure per questi interventi sono già avviate o prossime a partire. Nel dettaglio, il bando relativo alla Casa di Alfio è già in corso, mentre quello della Zaffera dovrebbe essere pubblicato a breve.
Un discorso diverso invece riguarda il Ponte Camillario, spiega l’assessore “sono emerse alcune criticità nei rapporti con la Provincia, sulle quali si sta già lavorando per arrivare a una soluzione”.
Come funziona il FESR
Il programma FESR (Fondo Europeo di Sviluppo Regionale) è strutturato in più fasi di finanziamento. Nel caso di Viterbo, l’accesso alla seconda tranche è possibile in base al raggiungimento di un obiettivo preciso: appaltare almeno il 70% delle opere previste nella prima fase entro la scadenza fissata.
Un traguardo tutt’altro che scontato, considerando che altri comuni – come Frosinone – non sono riusciti a rispettare questa scadenza, fermandosi quindi alla prima tranche di finanziamenti.
Viterbo, invece, pur con lo slittamento di alcuni interventi, è riuscita a raggiungere il 70% entro la scadenza anticipata del 31 dicembre, centrando così il primo obiettivo.
Il passaggio successivo sarà completare gli ultimi appalti entro il 30 giugno: in questo modo si sbloccheranno fondi pari a circa 7 milioni di euro, che permetteranno di accedere alla seconda fase del programma.