


VITERBO - (A.S.) Spesso di fronte all'urgenza di prenotare una visita specialistica si apre il baratro dell’attesa, o peggio ancora della totale indisponibilità di posti liberi. Una situazione di criticità che va delineandosi a chiari tratti anche nella provincia di Viterbo, dove sono molteplici le segnalazioni di persone che si trovano loro malgrado impossibilitate a prenotare una visita con carattere di urgenza o 'differibile' in qualsiasi ospedale della Tuscia. L'ultima segnalazione è giunta dalla signora A.S. alle prese con un problema di natura ortopedica.
'Purtroppo, a causa di un problema grave alla colonna vertebrale - ha riferito - ho richiesto con una visita ortopedica. L'impegnativa prescritta dal medico riportava chiaramente la priorità 'differibile' che in questo caso prevede l'erogazione entro 30 giorni. Mi sono recata al cup dell'ospedale - prosegue - e con mio grande stupore mi è stato detto che entro tale data non c'era nessun ospedale che potesse garantire la visita, in nessun orario, in tutta la provincia di Viterbo'. 'Presa dallo sconforto - ha aggiunto la signora - ho chiesto di allargare la ricerca anche in altre province ma la risposta è stata lapidaria: niente posti'.
Ed ecco che le rimostranze della signora si avvinghiano ad una triste ma scontata constatazione, quella di dover ricorrere a cure private: 'Sono furiosa perché adesso mi toccherà andare a pagamento. E buona pace per il servizio pubblico che, sempre più indebolito, continua a fare largo alla sanità privata, arrecando un grave danno alle persone anziane e a quelle economicamente più svantaggiate'. Certamente il caso della signora non è l'unico, le stesse problematiche pare riguardino anche altre tipologie di prestazioni, come ad esempio la gastroenterologia.
Sull'abbattimento delle liste di attesa è stato recentemente emanato un decreto, approvato il 4 giugno, da parte del consiglio dei ministri. Sebbene non vi siano specificati finanziamenti aggiunti e i tempi di realizzazione siano ancora incerti, nelle 'intenzioni' del decreto viene contemplata una messa a sistema che consenta ai cittadini di ottenere prestazioni nei tempi di attesa corretti a carico del servizio sanitario nazionale anche attraverso il ricorso all’intramoenia e ai privati accreditati.
Verrebbe da chiedersi per quali motivi questa procedura non venga attualizzata in casi come quelli narrati nella segnalazione.
Le misure attualmente preposte, sebbene rappresentino un passo avanti nell'affrontare l'abbattimento delle liste di attesa, pare siano ancora ben lungi dal risolvere il problema cronico della mancanza di disponibilità di posti liberi per visite mediche sostenute dal servizio sanitario nazionale.