ANNO 16 n° 293
'Voci dai muri', una visita teatralizzata alle carceri vescovili di Acquapendente
Un’esperienza immersiva tra graffiti, storie di prigionia e memorie incise nella pietra, per dare voce a chi ha vissuto nelle antiche celle dell’Episcopio
20/10/2026 - 13:01

 

ACQUAPENDENTE - Domenica 25 ottobre, alle ore 17.00, le Carceri Vescovili del Museo della Città di Acquapendente ospiteranno “Voci dai muri”, una visita teatralizzata che intreccia storia, memoria e teatro per restituire voce alle persone che, secoli fa, furono rinchiuse nelle antiche celle dell’Episcopio.

Ci sono luoghi che conservano la memoria nei documenti e altri che la custodiscono direttamente sulla pietra. Le Carceri Vescovili di Acquapendente appartengono a questa seconda categoria: sulle pareti sono ancora visibili nomi, disegni, date e frasi incise dai prigionieri tra il XVI e il XVIII secolo. Tracce lasciate da uomini e donne comuni, che affidarono al muro il desiderio di testimoniare la propria esistenza.

Da queste incisioni prende forma “Voci dai muri”, un’esperienza immersiva che trasforma la visita in un incontro con le storie e le emozioni di chi ha vissuto la prigionia. A guidare il pubblico sarà la voce di una detenuta senza nome, figura teatrale che attraversa le diverse condizioni della vita carceraria: l’attesa, la speranza, la paura e l’incertezza del destino.

Attraverso il suo racconto, gli ambienti delle antiche celle tornano a evocare una quotidianità fatta di privazioni, convivenza forzata e tempo sospeso. Il ricordo della terra battuta, l’assenza di letti, i rumori degli altri prigionieri e le voci provenienti dalla strada restituiscono un’immagine concreta della detenzione, mentre le incisioni sulle pareti diventano il segno visibile del tempo che passa.

Protagonisti della visita sono anche i graffiti, autentiche testimonianze di un’umanità che emerge attraverso parole semplici e dirette. Tra le frasi ancora leggibili compare: «Ritrovandomi qui solo e picholino mi anno condanato…». Accanto alle scritte si incontrano cavalli, uccelli, pugnali, volti e lunghe sequenze di tacche, forse utilizzate per contare i giorni trascorsi in carcere.

Ogni segno racconta un frammento di vita, una speranza, una paura o il bisogno di lasciare una traccia di sé. “Voci dai muri” invita così a guardare le Carceri Vescovili non soltanto come testimonianza storica, ma come luogo di memoria umana, dove le pareti continuano a parlare a chi si ferma ad ascoltarle.

La visita si terrà domenica 25 ottobre alle ore 17.00 presso il Museo della Città di Acquapendente, in via Roma 85. I posti sono limitati a 10 partecipanti e la prenotazione è obbligatoria al numero 388 8568841.

 






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