ANNO 16 n° 283
'Vittorio, riprenditi', le parole di Salvo Di Noto riguardo a Vittorio Sgarbi
Dall’incontro al Ministero della Cultura alla notte davanti alla Vocazione di San Matteo di Caravaggio. 'Dietro il nome Sgarbi c’è un uomo a regola d’arte'
10/10/2026 - 10:36

ROMA - 'Le ultime notizie sulle condizioni di salute di Vittorio Sgarbi parlano di un quadro clinico stabile. È una notizia che lascia spazio alla speranza e all'attesa. In momenti come questi viene spontaneo pensare all'uomo, Sgarbi, che è l'oltre invisibile di un personaggio pubblico'.

'L'ultima volta che vidi Vittorio Sgarbi fu due anni fa, lo chiamai alle tre di notte, era in una chiesa di Roma. Dall'altra parte del telefono sentivo la sua voce rimbombare nel silenzio, non perché stava pregando ma perché stava contemplando un quadro. Era la Vocazione di San Matteo di Caravaggio, nella chiesa di San Luigi dei Francesi, e anche nel cuore della notte, tra il silenzio del riposo della gente, lui continuava a cercare l'arte e la bellezza per le Chiese di Roma. Gli chiesi se avremmo potuto vederci la mattina dopo, anche soltanto per un saluto. Mi disse di sì e mi invitò al Ministero della Cultura'.

'La mattina arrivò accompagnato dall'autista e dallo storico amico Giuseppe D'Angelo. 'Buongiorno caprone, entriamo', mi disse Vittorio. Entrammo al Ministero e prendemmo l'ascensore. Poi, mentre salivamo, Sgarbi mi squadrò dalla testa ai piedi: 'Entri in casa mia con i jeans e con la camicia di fuori? Sei giovane, la prossima volta presentati con un vestito'.

'Una frase brevissima, che potrebbe sembrare insignificante, e invece io, con vent'anni di età e un cuore tenero di sapere, quella scena non l'ho mai dimenticata. In quel momento Vittorio non era né un critico d'arte né un politico, ma un uomo più grande che si prendeva cura di uno più giovane, insegnano il buon costume nel presentarsi in pubblico. Un gesto da padre verso un figlio. Forse è per questo che oggi, mentre Vittorio è ricoverato al Policlinico Gemelli, quel ricordo assume per me un significato profondo. Certe attenzioni, anche quando sembrano piccole, restano nel tempo e raccontano qualcosa di una persona che va oltre ciò che mostra al pubblico. Non conosco tutte le dinamiche della sua famiglia e non ho la presunzione di giudicarle. Conosco però Vittorio per quello che ho vissuto e so quanto possa lasciare il segno l'incontro con una persona capace di trasmetterti qualcosa'.

'Quel giorno, arrivati al piano del Ministero, iniziò una riunione. Poco dopo ci prendemmo un caffè con lui e il suo ufficio stampa Nino Ippolito, incontrai anche Giovanni Negri, una grande mente, un bravo oratore. Vittorio, nel mentre, continuava a parlare di arte, parlava dei quadri di Antonio Ligabue con quella capacità che aveva di trasformare una conversazione in una lezione. E penso a tutte quelle persone che negli anni sono rimaste accanto a Vittorio: persone che gli hanno voluto bene prima ancora degli incarichi e dei ruoli. Persone che hanno conosciuto l'uomo prima del personaggio. Un pensiero va a Sabrina Colle, una presenza profondamente legata a Vittorio, alla sua vita, alla sua fragilità di esser uomo, e alla forza di sapere che una donna ha sempre l'istinto di curare le ferite del proprio compagno. Anche questo, credo, vada riconosciuto. Forse è proprio questo che mi ha spinto a scrivere queste righe. Non la voglia di aggiungere una voce alle tante, che con più vicinanza e amicizia hanno parlato di Vittorio Sgarbi, né quella di raccontare un uomo che non ha certo bisogno di essere raccontato da me. Ma il bisogno, molto più semplice, di ricordare una persona che nella vita ha lasciato qualcosa'.

'Vittorio ha la capacità, forse senza nemmeno rendersene conto, di farti sentire piccolo davanti alla sua conoscenza e, nello stesso tempo, di farti venire voglia di crescere. Può essere brusco, ironico, ma ha la capacità di vedere nelle persone qualcosa che magari loro stesse non hanno ancora scoperto. Avevo vent'anni quando lo conobbi, adesso ne ho ventitré, e forse è anche per questo che alcune sue parole, alcuni suoi gesti, sono rimasti dentro di me più di quanto avrei immaginato allora. Oggi Vittorio è in ospedale. Le notizie sulla sua salute ci tengono con il fiato sospeso e forse proprio adesso sarebbe bene ricordare che dietro il nome Sgarbi c'è un uomo a regola d'arte. Un uomo che il tempo, come accade con le grandi opere, non ha reso meno importante. Anzi, ne ha fatto comprendere ancora di più il valore. E lo dimostrano i tanti messaggi di vicinanza che in queste ore stanno arrivando. Nella vita ci sono persone che ti insegnano qualcosa senza volerlo e Vittorio ha insegnato che la cultura non è soltanto saper riconoscere un capolavoro, ma essere un capolavoro e avere gli occhi per accorgersi che il bene esiste ovunque, bisogna però cercarlo per bene'.

'Vittorio, riprenditi'.

 

Salvo di Noto






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