

VITERBO - (M.D.L.) ''Venire a Viterbo per me è un po' come tornare alle origini''. Così il nuovo questore Fausto Vinci si è presentato alla stampa nel giorno dell'insediamento in questura.
''A Viterbo – ha spiegato -, ci sono nato, perché mio padre lavorava a Valentano. Poi a sei mesi sono tornato a Roma. Qui sono tornato da turista. Ho visto anche un paio di volte la macchina di santa rosa''.
Il questore, che oggi ha incontrato anche il prefetto, il sindaco e il presidente della provincia, descrive Viterbo come una realtà viva e vivace. ''Cercherò – ha detto – di lavorare nel segno della continuità con il mio predecessore migliorando dove possibile. Viterbo presenta le problematiche di una realtà di provincia. Saremo quindi impegnati sul fronte della prevenzione, della repressione, dell'ordine pubblico''.
Vinci ha un curriculum di tutto rispetto essendosi occupato in passato nell'ambito dell'attività investigativa di mafia, ‘ndrangheta e anche del mostro di Firenze. Poi il passaggio a incarichi dirigenziali è tornato a Firenze ad occuparsi di questioni di ordine pubblico quando Matteo Renzi era presidente del consiglio e ha gestito le scorte dei presidenti del consiglio Paolo Gentiloni e il primo Giuseppe Conte.