

di Jeanne d'Arc
VITERBO – Opporsi al decreto governativo che di fatto depotenzia, fino a vanificarle, le funzioni delle Province. Con questo obiettivo è stato approvato l’ordine del giorno “No all’Italia senza le Province” discusso oggi durante il consiglio provinciale straordinario, organizzato dall’Upi (Unione delle Province Italiane), che si è svolto a Palazzo Gentili in contemporanea con gli altri enti di tutto il Paese. Come previsto il documento è stato votato a maggioranza, con la sola opposizione dell’Idv, tra i fautori della raccolta firme proprio per l’abolizione delle Province, ma dai consiglieri provinciali, che avrebbero dovuto battersi con il coltello fra i denti per non far passare la decisione del Governo Monti, ci si sarebbe aspettato molto di più.
Si è iniziato subito con il ritardo di un’ora rispetto all’orario di convocazione della seduta, e in un consiglio aperto, a cui erano invitati anche i cittadini, non è stata di certo una bella accoglienza. Le varie discussioni che hanno interessato poi i capigruppo di Pd, Pdl, Udc e Idv hanno visto nella maggior parte dei casi una platea svuotata da un continuo richiamo verso l’esterno e un “pubblico” disattento, come se lì non si stesse parlando del loro futuro e di quello di un’amministrazione.
Ecco allora che il Presidente Meroi ha ricordato come le Province rappresentino solamente l’1,5% della spesa pubblica complessiva del Paese e come, perciò, la tesi secondo cui tagliare questi enti intermedi porterebbe ad una drastica riduzione dei costi sia totalmente falsa. “Il trasferimento del personale e della gestione passerebbe, infatti, a Regioni e Comuni – ha spiegato Meroi -, senza avere riduzioni nelle spese, al contrario si arriverebbe a un aumento dei costi anche del 5%. Sicuramente è necessario effettuare una revisione delle amministrazioni provinciali nell’ottica di una riorganizzazione della pubblica amministrazione, ma senza cancellare l’ente, che ha la grande funzione di intermediario con i cittadini”.
Dello stesso avviso anche i capigruppo di Pd e Pdl, rispettivamente Federico Grattarola e Gianluca Mantuano, che hanno sottolineato la violazione dei principi costituzionali di autonomia e democrazia elettiva del decreto. Il dito è stato puntato poi sulle Regioni, che da più parti sono state additate come una delle principali cause dei profondi buchi neri in cui è sprofondata la pubblica amministrazione e che non vengono più viste come istituzioni in grado di garantire servizi e tutelare i cittadini, ma piuttosto la fonte di molti guai.
Insomma un consiglio straordinario in cui si è ribadito quanto già dichiarato all’assemblea nazionale dell’Upi lo scorso dicembre, ossia la contrarietà al taglio delle Province, e che in più ha visto l’approvazione all’unanimità (con astensione dell’Idv) della proposta del Presidente Meroi di far votare il documento anche a tutti i consigli comunali.