ANNO 16 n° 273
Viterbo: due imprenditori indagati per sfruttamento del lavoro nel settore agricolo
Sequestro preventivo dell'impresa agricola
11/12/2024 - 11:13

VITERBO - Nella mattinata odierna, i Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Viterbo, con il supporto del Nucleo Carabinieri Ispettorato del Lavoro, su delega di questa Procura, hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di sequestro preventivo, emessa dal G.I.P. di Viterbo nei confronti di due imprenditori agricoli del posto, soci di un’azienda operante nel settore ortofrutticolo, per l’ipotesi delittuosa di sfruttamento del lavoro.

Secondo le risultanze investigative, condivise dal G.I.P., nel periodo compreso tra l’inizio del 2022 e l’estate del 2023, gli imprenditori - chiamati a rispondere in concorso tra loro del delitto di cui all’art. 603 bis co. 1 n. 2, co. 3 n. 1-2-3, co 4 n. 1-3 del codice penale - hanno assunto alle proprie dipendenze numerosi cittadini stranieri (prevalentemente provenienti da paesi extra UE), sottoponendoli a condizioni di sfruttamento, approfittando del loro stato di bisogno.

In particolare, gli operai impiegati nella lavorazione dei campi sono stati costretti a sottostare a condizioni lavorative caratterizzate da: lunghissimi turni di lavoro (dall’alba al tramonto, anche fino a dodici ore al giorno), talvolta anche con esposizione alle intemperie; mancata fruizione del riposo settimanale, delle ferie e del periodo di malattia retribuito; calcolo delle retribuzioni in modo palesemente difforme da quelle previste dai contratti nazionali e provinciali; corresponsione della parte “in nero” mediante contanti.

Lo stato di bisogno dei lavoratori rappresenta un altro elemento costitutivo del delitto provvisoriamente contestato. Infatti, i lavoratori - provenienti da paesi poverissimi in cui vige una situazione socio-economica disastrosa - sono giunti in Italia dopo lunghi e rischiosi viaggi, durante i quali in alcuni casi hanno anche attraversato il Mediterraneo esponendosi al pericolo perché mossi dall’impellente necessità di trovare un lavoro, mediante il quale percepire risorse necessarie a garantire il proprio sostentamento, nonché quello delle famiglie rimaste nei paesi d’origine.

L’attività investigativa è stata sviluppata per mesi attraverso acquisizioni documentali, l’escussione di tantissimi dipendenti, servizi di osservazione, accessi ispettivi ed altre iniziative di polizia giudiziaria che hanno permesso anche di documentare la mancata assegnazione ai lavoratori di calzature e indumenti idonei da utilizzare in caso di pioggia e l’assenza delle condizioni di sicurezza durante il loro spostamento a bordo di mezzi agricoli, con conseguente rischio per la loro incolumità.

Alla luce del predetto quadro indiziario, il G.I.P. ha emesso l’ordinanza indicata nella premessa con la quale è stato disposto il sequestro preventivo dell’intera azienda agricola, che sarà affidata ad un amministratore giudiziario nominato dal Tribunale, con il fine di evitare ripercussioni negative sui livelli occupazionali dell’impresa o compromettere il valore economico del complesso aziendale evitando, allo stesso tempo, che si verifichino ulteriori situazioni di grave sfruttamento lavorativo.

L’inchiesta in parola ha riguardato un settore ed una fenomenologia da sempre inseriti tra gli obiettivi prioritari di questa Procura della Repubblica, come evidenziato anche in precedenti analoghe indagini i cui risultati sono stati resi noti lo scorso anno.

I fatti oggetto del procedimento penale de quo risultano avere una particolare rilevanza pubblica.

 

La nota di Flai Cgil

La CGIL e la FLAI di Viterbo esprimono profonda vicinanza e solidarietà ai lavoratori impiegati in una nota azienda agricola viterbese che alle prime luci dell’alba ha ricevuto dai carabinieri del nucleo dell’ispettorato del lavoro di Viterbo un’ordinanza di sequestro preventivo emanata dal GIP che ha ipotizzato il reato di grave sfruttamento del lavoro.

L’azienda coinvolta, approfittando delle condizioni di particolare fragilità e bisogno, avrebbe costretto i lavoratori agricoli a turni di lavoro lunghissimi, (dall'alba al tramonto, anche fino a dodici ore al giorno) spesso con esposizione alle intemperie, avrebbero negato la fruizione del riposo settimanale, delle ferie e del periodo di malattia retribuito.

È inaccettabile che ci siano lavoratori costretti a condizioni di lavoro così disumane, trattati come schiavi, privati dei più elementari diritti, ricattati da chi considera il lavoro solo un profitto e i diritti solo degli ostacoli, con salari da fame, ritmi e condizioni di lavoro insicure e inumane. Da anni la FLAI e la CGIL territoriali attenzionano le condizioni dei lavoratori e delle lavoratrici impiegati nel settore agricolo portando avanti azioni di tutele individuali e collettive, raccogliendo testimonianze relative alle condizioni di lavoro irregolari e di grave sfruttamento lavorativo in particolare ai danni delle persone provenienti da Paesi extra comunitari.

Questo ennesimo episodio dimostra, se ancora ce ne fosse bisogno, che in questo territorio permangono sacche di illegalità ancora difficili da sconfiggere, soprattutto nel settore dell’agricoltura, che nonostante tutte le denunce e sequestri effettuati in questi ultimi anni non accennano a diminuire.

La Flai e la Cgil tutta continueranno come sempre ad essere un baluardo insormontabile contro lo sfruttamento del lavoro, contro il caporalato e contro tutte le ingiustizie perpetrate nel mondo del lavoro.

 

La Segretaria Generale CGIL

Civitavecchia Roma nord Viterbo

Stefania Pomante

Il Segretario Generale FLAI CGIL

Civitavecchia Roma nord Viterbo

Marco Nati






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