


VITERBO - Ritornano le polemiche per il caso torre Vodafone a pochi passi da Villa Lante. Il Comune e la Soprintendenza portano la società Inwit al Consiglio di Stato. La proposta della società specializzata in infrastrutture wireless e bocciata senza appello dalla sindaca Chiara Frontini e dalla soprintendente Margherita Eichberg.
Più o meno un anno fa, la Inwit, insieme a Tim e Vodafone, resentò un’istanza per la realizzazione di un impianto su nuova struttura in area libera in via Sant’Anna, a Bagnaia, alla quale l’ex giunta Arena disse subito “no”, appellandosi al regolamento comunale per l’installazione e l’esercizio di impianti di telefonia, che prevede il posizionamento di queste strutture solo su manufatti già esistenti. Un altro punto preso in appello dalla precedente amministrazione è che la struttura si sarebbe trovata a pochi passi dal parco di Villa Lante. Tuttavia, quelli di Inwit hanno subito presentato ricorso al Tar, asserendo che il divieto comunale era in netto contrasto con la compatibilità urbanistica dell’opera.
Il tribunale amministrativo ha dato ragione alla società, ma il Comune di Viterbo si è comunque opposto impugnando la sentenza al Consiglio di Stato. Poco prima dell’inizio dei lavori per la costruzione dell’antenna, la Soprintendenza ha ordinato la sospensione dei lavori di istallazione, comunicando l’avvio del procedimento per l’istituzione di un vincolo a tutela del paesaggio proprio nella zona in questione. Ora saranno i giudici del Consiglio di Stato a pronunciarsi sulla questione.