ANNO 16 n° 272
Viterbo tra gioco e prevenzione
31/01/2018 - 17:38

La regione Lazio pare confermarsi, anche per il 2017, come la seconda regione italiana che spende di più in gioco d’azzardo. Il dato, che non ha ancora carattere di ufficialità, comproverebbe quindi quanto emerge dalla lettura dei dati, questi sì ufficiali, del 2016.

Secondo l’Agenzia delle dogane e dei monopoli, la nostra regione ha speso tra gratta e vinci, slot machine, scommesse sportive, lotto e lotterie varie 7,9 miliardi di euro. La Lombardia giuda questa poco invidiabile classifica con 14,5 miliardi di spesa complessiva mentre la Campania segue da vicino il Lazio con 7,2 miliardi sperperati tentando la sorte.

Pur non esistendo dati disaggregati su base regionale, anche il settore del gioco online sembra essere una passione che attecchisce maggiormente nelle regioni del centro sud Italia. Secondo una ricerca dell’Osservatorio gioco online del Politecnico di Milano, infatti, il profilo del giocatore online è quello di un uomo di età compresa tra i 25 e i 44 anni abitante, quasi nel 70% dei casi, nelle regioni centro meridionali che spende in media 48 euro al mese.

A detta dei ricercatori del Politecnico, il 2016 è stato l’anno del definitivo affermarsi del gioco online nel panorama dell’offerta di gioco d’azzardo. Sono stati quasi due milioni gli italiani che hanno giocato almeno una volta nel corso dell’anno e la raccolta ha superato il miliardo di euro con una crescita del 25% rispetto all’anno precedente. Facilità d’uso delle piattaforme di gioco online, possibilità di approfittare di un codice bonus bet365 per aprire nuovi conti di gioco e contrasto al gioco illegale sembrano essere tra le principali ragioni del successo del gioco su internet.

Ma a cosa giocano gli italiani (online e offline)? Alle slot machine spetta certamente la parte del leone. Dei 96 miliardi di euro spesi in totale in Italia in gioco d’azzardo, quasi la metà finisce nelle macchinette mangiasoldi. Ce ne sono più di 400 mila attive su tutto il territorio nazionale.

Nella nostra regione, su 7,9 miliardi di spesa totale, ben 5,1 sono assorbiti dalle 41 mila slot installate nelle nostre città. Frosinone è il comune capoluogo dove si registra la spesa maggiore: 1.776 euro pro capite all’anno. In città le slot sono 742 (16,1 ogni mille abitanti). Seguono Latina con 1.289 euro e 1.149 slot funzionanti (9,1 ogni mille abitanti) e Viterbo dove la spesa si ferma a 1.195 euro pro capite con 624 slot (9,2 ogni mille abitanti).

La crescita continua di offerta di gioco d’azzardo ha come contraltare l’espansione del gioco d’azzardo problematico e patologico che colpisce sempre di più gli italiani. Per porre un argine al fenomeno Stato, enti locali e comuni hanno firmato un protocollo d’intesa che dovrebbe ridurre di un terzo, nel giro di tre anni, il numero delle slot machine presenti in Italia (per la nostra regione si tratterebbe di rottamare qualcosa come 13 mila apparecchi).

Sul fronte invece della prevenzione e cura del gioco patologico, la regione Lazio aveva stanziato più di 14 milioni di euro per la realizzazione di un piano biennale per il contrasto alla ludopatia. I fondi, insieme al piano, sono stati però bloccati dal Tar del Lazio che ha accolto un ricorso del Codacons.

 

 

 

 

 

 






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