

di Giovanni Masotti
VITERBO - Silvano Frigerio, comandante scuole Aeronautica, ha di recente fatto il punto sul trasferimento del 72° stormo da Frosinone a Viterbo, affermando che che il processo di 'trasloco' è già in corso da un po' di tempo e che si sta lavorando per definire un cronoprogramma dettagliato che garantisca la continuità delle attività presso la nuova sede. Il generale ipotizza anche che la migrazione potrebbe essere completata entro i prossimi due anni. Prospettiva che non ha affatto il gradimento del Comitato per l' Aeroporto di Viterbo, che teme ripercussioni negative per la battaglia che sta conducendo da anni.
'Se tale scellerata scelta venisse confermata - afferma Giovanni Bartoletti, presidente del Comitato - sarebbe una disgrazia per tutti. In primis si metterebbe la parola fine al progetto per la realizzazione del terzo scalo del Lazio a Viterbo per il quale sono stati investiti anni di lavoro e mobilitate ingenti risorse da parte del Governo, della Regione Lazio, dell'Enac, dell'Enav e delle istituzioni locali. Esiste infatti una evidente incompatibilità - sottolinea Bartoletti - tra l'attività volativa civile schedulata e una scuola di volo con allievi elicotteristi alle prime armi. Non si capisce poi come, nell'ambito della Difesa, sia stato possibile giungere all' adozione di tale decisione pur nella piena consapevolezza che il nostro aeroporto era stato chiaramente destinato a diventare il terzo scalo del Lazio, per di più senza uno straccio di alternative sostenibili'.
In effetti, nell' ambito militare, erano ben informati del destino disegnato per Viterbo. Basti pensare che nella cabina di regia creata per la realizzazione dell'aeroporto nel capoluogo della Tuscia, istituita dal Ministro dei Trasporti, sedevano gli alti vertici della Difesa con i quali vennero risolti numerosi problemi tecnici. Ma è noto che, in Italia, spesso la mano destra non sa cosa fa la sinistra. Trasferendo a Viterbo la Scuola Elicotteristi Interforze, inoltre, si dovrebbe fare i conti con l' esodo forzato di alcune centinaia di donne e di uomini tra militari e civili e con la probabile sparizione di tutto l'indotto umano e logistico che gravita intorno al 72esimo stormo Aeronautica Militare di Frosinone.
L’ Esercito poi, con il glorioso reparto Aves (Aviazione Esercito), che oggi ha pressoché la disponibilità esclusiva dello spazio aereo delle zone che lambiscono l’aeroporto viterbese, vedrebbe drasticamente pregiudicata la sua attività addestrativa, rischiando per motivi di operatività di essere costretto a consegnare le chiavi di casa all'Aeronautica e forse a trasferire altrove alcuni dei reparti di volo. La Marina poi, a quanto risulta, non ha aderito alla Scuola Elicotteristi Interforze. Scuola che - se così fosse - nascerebbe priva di una Forza Armata la cui prestigiosa attività aeronautica è divenuta nel tempo parte integrante e fondamentale dei compiti istituzionali a cui è deputata. E che vantaggi ci sarebbero, in tempi di 'spending review', ad accollarsi uno spostamento così complesso e oneroso? Per questi e altri motivi il Comitato per l'aeroporto di Viterbo ha inviato ai Ministri dei Trasporti e della Difesa un memoriale in cui vengono ribaditi i motivi che consigliano di bloccare la delocalizzazione da Frosinone a Viterbo del 72esimo Stormo dell'Aeronautica. La battaglia, insomma, continua e - in un modo o nell' altro - prosegue l' incerto ping pong tra Frosinone e Viterbo.