

VITERBO – Se ne è andato a 73 anni Roberto Baldini, che a Viterbo era conosciuto da tutti Giggi, lasciando un ricordo profondo in migliaia di viterbesi. Oggi alle 15, nella chiesa della Trinità, amici, familiari e tanti cittadini si ritroveranno per l’ultimo saluto.
Per oltre quarant’anni via Cairoli è stata la sua casa professionale. Dietro il bancone della pizzeria, Giggi preparava pizza al taglio e i suoi celebri hot dog, ma soprattutto regalava una battuta, una risata e qualche minuto di conversazione a chiunque entrasse.
Il suo modo di fare era diventato parte del personaggio. Nel locale non mancavano i cartelli ironici che lo prendevano bonariamente in giro. Frasi che raccontavano perfettamente il suo carattere: scherzoso, diretto e sempre pronto a parlare con i clienti.
Per molti giovani di allora, andare da Giggi era una tappa quasi obbligata. La passeggiata sul corso, una serata al cinema Metropolitan e poi la sosta in via Cairoli per una fetta di pizza o un hot dog. Un rito semplice che, con il passare degli anni, si è trasformato in un ricordo prezioso.
La sua attività, nel frattempo, è cresciuta, fino a diventare una realtà imprenditoriale più ampia, portata avanti dalla famiglia e dal figlio Daniele.
A raccontare quanto fosse amato sono anche i numerosi messaggi lasciati dai cittadini dopo la notizia della sua scomparsa. C’è chi lo definisce “un’istituzione”, chi una “leggenda”, chi un “pezzo di storia di Viterbo”.
Molti ricordano soprattutto gli anni della giovinezza. C’è chi racconta gli hot dog mangiati dopo il cinema, chi le merende dopo la passeggiata sul corso e chi, vivendo ormai lontano dalla città, non rinunciava a tornare in via Cairoli per salutarlo. Tra i commenti c’è anche chi scrive semplicemente: “Ci hai cresciuti tutti”.
Ed è forse questa la definizione che meglio racconta l’eredità di Roberto Baldini. Non soltanto un pizzaiolo, ma una presenza familiare, capace di attraversare le generazioni e di rimanere legata ai ricordi personali di migliaia di persone.
La pizza e gli hot dog erano il motivo per entrare nel suo locale. Il sorriso, le battute e la familiarità erano ciò che faceva tornare.
Oggi Viterbo saluta Giggi. E insieme a lui saluta un pezzo di quella città fatta di passeggiate, amici, cinema, risate e piccoli appuntamenti quotidiani che, solo con il passare del tempo, ci si accorge di quanto fossero importanti.