ANNO 16 n° 286
Viterbo riscopre la storia del Cinema Teatro Nazionale: il libro di Silvio Cappelli in presentazione il 4 novembre
Un volume di 232 pagine ricostruisce la memoria della due sala storiche tra fotografie e testimonianze. L’appuntamento, a ingresso libero, è al Centro culturale della Fondazione Carivit
13/10/2026 - 16:14

VITERBO - Un viaggio nella memoria collettiva di Viterbo, tra storia del cinema, testimonianze e frammenti di vita quotidiana. Mercoledì 4 novembre, alle 17.30, la sala conferenze del Centro culturale della Fondazione Carivit, in via Valle Faul, ospiterà la presentazione di «Luci spente, cuori accesi. Vite, storie e memoria del Cinema Teatro Nazionale e della sua Arena», il nuovo libro del ricercatore e storico locale Silvio Cappelli.

L’opera riporta l’attenzione su uno dei luoghi di ritrovo più frequentati dai viterbesi nel secondo dopoguerra, ricostruendo le vicende del Cinema Teatro Nazionale e della sua Arena estiva. Attraverso documenti, immagini e racconti diretti, il volume restituisce uno spaccato della città in una fase di profonda trasformazione, quando le sale cinematografiche rappresentavano importanti luoghi di aggregazione e socialità.

La ricostruzione si inserisce nel panorama delle storiche sale cittadine, tra cui il Genio, l’Unione e il Metropolitan, ripercorrendo un periodo in cui il cinema costituiva una delle principali forme di intrattenimento e una finestra sul mondo per intere generazioni.

Una filmografia completa dal 1949 al 1961

Tra gli elementi più significativi della pubblicazione figura la raccolta sistematica di tutti i film proiettati al Cinema Teatro Nazionale dal 1949 al 1961. Il catalogo è il risultato di anni di ricerche d’archivio, condotte attraverso registri storici e borderò della Società italiana degli autori ed editori (SIAE).

Un patrimonio documentario che permette di ricostruire non soltanto la programmazione cinematografica dell’epoca, ma anche i gusti del pubblico e le abitudini culturali dei viterbesi durante gli anni della ricostruzione e del successivo sviluppo economico.

«Con questo lavoro non ho voluto soltanto catalogare dei film, ma riaccendere i riflettori sulla comunità che quegli spazi li ha vissuti e animati», spiega l’autore Silvio Cappelli. Ricostruire la storia del Nazionale, sottolinea, significa rendere omaggio ai lavoratori, agli operatori e alle generazioni di spettatori per i quali il cinema rappresentava un momento di evasione e di profonda socialità, oltre che un tassello importante dell’identità cittadina.

Fotografie, testimonianze e contenuti digitali

Il volume si presenta in un formato di 22 per 30 centimetri, per un totale di 232 pagine, arricchite da un ampio apparato fotografico a colori e in bianco e nero. La copertina plastificata propone una ricostruzione suggestiva dell’ingresso originale di via della Rimessa, realizzata combinando testimonianze d’epoca e strumenti di intelligenza artificiale.

Il percorso editoriale si articola in quattro sezioni: la storia del Cinema Teatro Nazionale e della sua Arena nel contesto delle sale cittadine; i ricordi e le testimonianze degli spettatori; aneddoti, curiosità e frammenti di vita quotidiana; infine, i documenti SIAE e la filmografia completa del periodo compreso tra il 1949 e il 1961.

A completare il lavoro è previsto un QR Code che consentirà ai lettori di accedere a contenuti digitali integrativi. Oltre ai titoli dei film, sarà possibile consultare informazioni sui cinegiornali, sui cortometraggi e sui documentari proiettati, insieme ai prezzi dei biglietti, ai dati sull’affluenza del pubblico, distinti tra ingressi interi, ridotti e omaggi, e agli incassi giornalieri dell’epoca.

La presentazione del 4 novembre sarà dunque un’occasione per riscoprire una parte significativa della storia culturale di Viterbo, attraverso un lavoro che unisce ricerca storica e memoria personale. L’incontro è a ingresso libero e aperto a tutta la cittadinanza, con un invito particolare agli appassionati di cinema, agli studiosi di storia locale e a quanti desiderano ritrovare atmosfere e ricordi della città tra gli anni Cinquanta e Sessanta.






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