ANNO 16 n° 266
Viterbo ricorda le vittime del bombardamento del 1944
Commemorazione a San Francesco per gli 81 anni dall’incursione aerea che causò oltre 200 morti
Andrea
17/01/2025 - 13:21
di Andrea Farronato

VITERBO - Nelle prime ore del 17 gennaio 1944, Viterbo fu colpita da un tragico bombardamento ad opera dell’aviazione inglese. A causa del forte vento, molte bombe sganciate dagli aerei finirono fuori bersaglio, colpendo l'ex stazione delle autolinee Garbini, nei pressi di Piazzale Gramsci. L'esplosione causò la morte di numerosi civili e la distruzione di gran parte dell’area. Oggi, per commemorare questo doloroso evento, si è tenuta una messa presso la chiesa di San Francesco.

Abbiamo il dovere della memoria, affinché tragedie come questa non si ripetano mai più” queste le parole del vescovo Orazio Francesco Piazza Dobbiamo invocare il dono della pace. Gli episodi di 81 anni fa si stanno ripetendo in luoghi lontani da noi. Non può esserci pace senza giustizia, e la giustizia è una condizione del cuore”.

Alla cerimonia erano presenti la sindaca Chiara Frontini, il presidente della Provincia Alessandro Romoli, il prefetto Gennaro Capo, l’assessore comunale Giancarlo Martinengo, oltre a rappresentanti delle forze armate e delle forze dell’ordine.

Il 17 gennaio 1944 è ricordato come uno dei più devastanti bombardamenti sulla città, effettuato da uno squadrone di 'Liberators'. Le bombe colpirono soprattutto l’area tra la chiesa di San Francesco e la stazione della Roma-Nord, provocando circa 200 vittime e distruggendo 600 abitazioni. Come ha ricordato la sindaca FrontiniDurante la Seconda Guerra Mondiale, Viterbo subì 48 incursioni aeree, con oltre mille morti. Oggi siamo qui per rendere omaggio alle vittime, sperando che simili tragedie non accadano mai più”.

Al termine della messa, sono state deposte due corone di fiori davanti al monumento dedicato alle vittime dei bombardamenti, situato fuori dalla chiesa di San Francesco. Altre due corone sono state collocate presso il monumento alla “donna rimasta sconosciuta”, fuori le mura di Piazza della Rocca.






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