

VITERBO - Mercoledì 7 novembre 2012 è stata la ricorrenza del venticinquesimo anniversario della scomparsa di Aldo Bruno De Alexandris, artista che ha lasciato notevoli tracce nel patrimonio culturale della città di Viterbo.
Abile maestro d'arte, le sue sculture avevano i crismi di vere e proprie opere artistiche. Insieme al fratello Mario, Aldo Bruno De Alexandris fu attivo soprattutto dal dopoguerra fino agli anni '70 e restaurò tutte le parti artistico-ornamentali, in pietra peperino e non solo, della Cattedrale di San Lorenzo, della Basilica di San Francesco, della Fontana della Rocca, del Museo Civico, dei fregi di Porta della Verità e di altri numerosi monumenti cittadini.
A Palazzo Gentili, sede della Provincia e interamente distrutto dalle bombe, ricostruì una parte dei fregi della facciata, riprodusse la restante parte e scolpì lo stemma della sala consiliare. Realizzò nel 1961 il fonte battesimale della Chiesa di Santa Maria Nuova, oggi collocato nella cripta, gli stemmi della Caserma dei Pompieri e del Seminario di San Pietro in Viterbo.
Il padre di Aldo Bruno e di Mario De Alexandris, Grisostomo De Alexandris, era nativo di Viterbo, si trasferì giovanissimo a Venezia e fece ritorno a Viterbo nel 1934 portandosi i suoi due figli che erano nati a Venezia. Anch'egli scultore, è tuttora sepolto nel cimitero di Viterbo.
La famiglia De Alexandris nel capoluogo della Tuscia continuò la sua attività artigianale con grande impegno e professionalità. I laboratori di De Alexandris erano in Via San Lorenzo ed in Via Zelli Pazzaglia. Giunto il momento della pensione, Aldo Bruno De Alexandris lasciò Viterbo nel 1975 per tornare a vivere in Veneto, dove morì il 7 novembre 1987 a causa di un incidente stradale e dove tuttora risiede il figlio Guido.