ANNO 16 n° 274
Viterbo laboratorio
per le smart city
Merlani (Unindustria): ''Presenteremo presto un progetto all'Unione Europea''
09/07/2013 - 21:35

di Domenico Savino

VITERBO - La città del futuro si chiamerà Smart City, letteralmente città intelligente, un modello completamente nuovo di vivere e gestire un agglomerato urbano, in cui la tecnologia giochi un ruolo fondamentale nello sviluppo del territorio in una ottica sostenibilità. E Viterbo può diventare il laboratorio della città del futuro. Ne è convinta Unindustra Lazio che proprio a Viterbo, ieri, ha presentato il progetto ''Smart City per crescere, un modello di integrazione funzionale e sostenibile delle aree urbane del Lazio''.

Un’occasione presa al volo dall’assessore all’Urbanistica di Palazzo dei Priori Alvaro Ricci che, intervenendo in rappresentanza del sindaco Leonardo Michelini, ha lanciato la proposta di fare di Viterbo la quinta città italiana pilota del progetto, dopo Genova, Torino, Bari e Trento.

''La presenza del Fulvio Conti, amministratore delegato di Enel e vice presidente di Confindustria – ha detto Ricci a margine del convegno – è indicativa della volontà dell'azienda elettrica di investire nel progetto Smart nel Viterbese. Per questo ho manifestato la disponibilità dell’amministrazione comunale non solo a sostenere ogni iniziativa in tal senso, ma anche di farsi promotrice di azioni concrete per trasformare il capoluogo in una città intelligente, sostenibile, attraente. In sintesi: più vivibile''.

Che il progetto Smart City non sia un’utopia, lo dimostrano le adesione dei quattro capoluoghi di regione italiani e varie città europee: Malaga, Barcellona e Amsterdam. E Viterbo, per le sue caratteristiche dimensionali, ambientali e sociali ha tutti i requisiti per promuovere lo sviluppo di insediamenti abitativi tecnologicamente avanzati, la riduzione delle emissioni, l’utilizzo della banda larga.

Al convegno, tenuto nell’auditorium del complesso di Santa Maria in Gradi e moderato dal giornalista del Sole 24 ore Federico Rendina, hanno partecipato Domenico Merlani, presidente Unindustria Viterbo, Fabio Refrigeri assessore per le politiche abitative della Regione Lazio, Fulvio Conti amministratore delegato di Enel e vice presidente di Confindustria, e Maurizio Stirpe, presidente Unindustria Lazio.

L’obiettivo dell’associazione degli industriali è inserirsi sul filone dell’integrazione funzionale delle aree urbane, reti e sistemi che parlano tra loro per dare di più ai cittadini con meno spese. Il Lazio e le sue città hanno una vocazione Smart  e la volontà di Unidustria è di sfruttare questo naturale patrimonio.

E’ stato il presidente di Unindustria Lazio  Stirpe a sottolineare l’innovazione insita nel progetto: 'Smart City – ha detto - è un concetto di efficienza a parità di risorse impiegate. Si arriva a ottenere il massimo risultato con il minimo sforzo possibile. E' qualcosa che serve a farci vivere meglio a un costo più sostenibile, mettendo insieme e facendo dialogare banche dati su energia e comunicazioni'.

'Perché una smart city proprio a Viterbo? Si è chiesto Stirpe. 'Perchè ha le caratteristiche strumentali giuste - si è risposto -, qui c'é la possibilità di avere un ambiente ricettivo per poter dare attuazione pratica al progetto. Ho conferito da subito al vice presidente Domenico Merlani la delega allo sviluppo del territorio, proprio perchè avevo già in mente Viterbo come luogo giusto dove fare sperimentazione'. 

Domenico Merlani, che recentemente è stato a Malaga per prendere contezza dell’evoluzione della Smart City, ha posto l’accento sulla necessità di diffondere la cultura Smart: ''Viterbo ha buona qualità della vita e con le Smart City si può fare di più e meglio. Serve la volontà di tutti, serve la forza di più associazioni del settore e imprenditori che hanno le conoscenze per partecipare ad un progetto concreto. E’ necessario diffondere la cultura dell’innovazione: bisogna far toccare con mano gli effetti che si misurano diventando Smart City che si concretizzano in un miglioramento globale della qualità delle vita. Per anni - ha sottolineato - sono state costruite abitazioni per dare un tetto a tutti: adesso bisogna cambiare strategia nell’ottica  del miglioramento della qualità della vita offrendo nuovi servizi ai cittadini”.

All’uscita dalla sala, Merlani ha svelato: ''A breve presenteremo un progetto all’Unione Europea. Unindustria - ha aggiunto - ha scelto Viterbo per questo incontro a dimostrazione di quanto nel nostro sistema ci sia attenzione al territorio. La nostra è un'attenta valutazione che dura da tempo e fa seguito a una missione a Malaga, dove abbiamo visitato una smart city in collaborazione con Enel. L'iniziativa vuole essere un trampolino per candidare Viterbo nella realizzazione concreta di città smart. Il tutto nell'ottica di un forte potenziale di sviluppo e occupazione: vogliamo trarre il massimo dalla negatività della crisi, portando innovazione e nuova cultura del vivere''.

''Nell’ambito di questa nuove tecnologie ci giochiamo una partita interessante – ha detto l’assessore regionale Referigeri -. Dobbiamo essere bravi a creare un tappeto di opportunità, un insieme di leggi che consentano di facilitare l’attività delle imprese. Altro fattore è la governance locale soprattutto nella capacità di aiutare i piccoli territori''.

E’ stato Fulvio Conti a chiudere gli interventi: non ha risparmiato critiche alla politica, alle lungaggini burocratiche, alla necessità di avere un governo stabile per supportare iniziative di grossa portata come le Smart City: “Il pianeta sta prendendo l’evoluzione dell’inurbamento con grandissime città di decine di milioni di abitanti. E per questo c’è la necessità di uno sviluppo tecnologico che consenta a queste persone di convivere''.

 ''Ogni anno con Enel facciamo lavorare 16 mila aziende e forniamo energia a 60 milioni di persone - ha ricordato Conti -. Abbiamo vissuto anni di crisi, non ricordo una cosa simile: abbiamo perso dal 40 al 60 per cento di produzione in molti settori. E' Stata una catastrofe epocale''.

L'amministratore delegato di Enel ha cocluso affermando che ''c'é bisogno di un governo stabile, di un taglio significativo della spesa pubblica e improduttiva, di ridurre di almeno 10 punti il costo del lavoro. La ricetta che proponiamo come Confindustria è di tagliare le imposte e sburocratizzare il Paese''.

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