ANNO 16 n° 272
Viterbo ''indossa'' le scarpe rosse contro la violenza sulle donne
28/09/2013 - 19:03

di Alessandra Pinna

VITERBO – Donne e motori gioie ma soprattutto dolori. Sì, perché quella che doveva essere una manifestazione simbolica contro il femminicidio, ha rischiato di tramutarsi in una parata di auto d’epoca. Dolori per il Comune, che ha concesso piazza del Plebiscito sia all’Auser, associazione che ha organizzato ‘’Scarpe rosse contro il femminicidio’’ sia agli organizzatori di un raduno di auto d’epoca.

Questo pomeriggio le due associazioni, che avevano pagato già da tempo il suolo pubblico, si sono ritrovate in piazza negli stessi istanti, ma per ragioni - e manifestazioni - diverse. Risultato? Il finimondo. A calmare le acque è intervenuto il sindaco in persona che, a poche ore dall’inizio delle manifestazioni, ha fatto spostare le auto d’epoca in piazza San Lorenzo. Un disguido di qualche dirigente comunale, evidentemente, qualcuno che non ha troppa confidenza con il calendario e la mappa della città. La brutta figura è inevitabile.

E infatti, solo dopo il dirottamento delle auto al Duomo, le organizzatrici di ‘’Scarpe rosse contro il femminicidio’’ hanno potuto procedere con l’installazione. Scarpe di ogni forma e numero. Col tacco, stivali, con plateau e basse, ma tutte dello stesso colore: rosso. Scarpe rosse come il sangue, per ricordare le donne che ogni anno perdono la vita per mano degli uomini.

La campagna, curata dall’Auser, ha tratto ispirazione da quella già avvenuta per la prima volta nel 2009 a Ciudad Juarez, città di frontiera tra Messico e Stati Uniti, dove nella più totale impunità, dal 1993 sono sparite centinaia di donne. Qui, nel 2009 Elina Chauvet ha raccolto tra amiche e conoscenti 33 paia di scarpe rosse, installandole in un percorso cittadino come simbolo di una marcia di protesta di e per le donne scomparse e uccise.

‘'L’obiettivo dell’iniziativa è quello di accedere i riflettori sul fenomeno del femminicidio, che in Italia ha raggiunto dimensioni allarmanti, con una media di una donna uccisa ogni tre giorni. – ha spiegato segretario provinciale della Cgil Miranda Perinelli -  Questa è la chiusura di una serie di manifestazioni che sono state organizzate in tutto il Viterbese. Tantissimi Comuni – ha proseguito – hanno infatti aderito a ‘Scarpe rosse contro il femminicidio’ dimostrando grande sensibilità. Questo evento, però, è solo l’inizio di un cammino che dovrà portare alla sensibilizzazione dei cittadini, fin dalla tenera età, su questo triste tema’’.

Dello stesso avviso anche le consigliere comunali Maria Rita De Alexandris (Viva Viterbo) e Patrizia Frittelli (Pd). ‘’L’installazione di oggi è sicuramente di grande impatto visivo ed emotivo – hanno commentato – ma a questo deve seguire un serio impegno delle istituzioni, del mondo scolastico e della formazione nell’educare le nuove generazioni al rispetto della donna’’.

Alla manifestazione, oltre alle volontarie dell’Auser, hanno aderito numerosi sindaci della Tuscia, associazioni, il centro antiviolenza Erinna e la Provincia di Viterbo.

Facebook Twitter Rss