ANNO 16 n° 28
Viterbo entra nella dmo “Luoghi del Medioevo”
Via libera della quarta commissione all’adesione alla rete pubblico-privata per la promozione turistica e culturale del territorio
Andrea
27/01/2026 - 22:46
di Andrea Farronato

VITERBO – La quarta commissione ha approvato l’adesione del Comune di Viterbo alla DMO “Luoghi del Medioevo” ETS, segnando un passaggio importante nel percorso di promozione turistica avviato negli ultimi anni e fondato sulla collaborazione tra enti pubblici e operatori privati.

Come ricordato dalla sindaca Chiara Frontini, l’iniziativa nasce tra il 2019 e il 2022 su impulso del Comune di Pistoia, con la creazione di una rete – allora nota come “Medievalitaly” – che coinvolgeva diverse amministrazioni distribuite in sei regioni italiane. In quella fase Viterbo aveva anche ricoperto il ruolo di capofila, poi passato a Fermo nel 2024. Proprio nell’assemblea di Fermo è maturata la decisione di superare una semplice rete basata su protocolli d’intesa, per arrivare a una struttura più solida e riconosciuta, capace di operare nel perimetro del Terzo settore.

 

La nuova DMO si è costituita ufficialmente lo scorso ottobre a Soriano nel Cimino, con il Comune di Pistoia come capofila, raccogliendo l’eredità della precedente “Rete dei Comuni”. Il modello scelto è quello tipico delle Destination Management Organization: una realtà mista pubblico-privata, pensata per gestire in modo coordinato l’offerta turistica, dall’accoglienza alla promozione, mettendo a sistema beni culturali, servizi e competenze degli operatori del settore.

 

L’adesione del Comune di Viterbo prevede una quota annuale di 2.000 euro. «È un’opportunità da cogliere – ha spiegato Frontini anche alla luce del ruolo attivo che l’amministrazione ha avuto nel percorso e del patrocinio dell’Ente Italiano del Turismo. Con un investimento contenuto si apre la possibilità di lavorare su una promozione più strutturata e condivisa».

 

Nel dibattito è intervenuto anche la consigliera FDI Laura Allegrini, che ha richiamato lo spirito originario del progetto, nato per creare una rete ampia e un prodotto turistico capace di essere competitivo anche all’estero, chiedendo chiarimenti sulla natura pubblico-privata della DMO e sulle modalità di adesione. La sindaca ha ribadito che questa formula è una caratteristica propria delle DMO e che non tutti i Comuni hanno scelto di entrare, anche a causa dei vincoli previsti dal protocollo.






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