

VITERBO – Un teatro gremito, artisti, operatori culturali e cittadini insieme per celebrare un progetto che guarda al futuro. La Festa della Candidatura di Viterbo e Tuscia a Capitale Europea della Cultura 2033 ha trasformato il Teatro dell'Unione e alcuni dei luoghi simbolo del centro storico in un grande laboratorio di idee, spettacoli e partecipazione, confermando la volontà del territorio di costruire un percorso condiviso verso il prestigioso riconoscimento europeo.
L'iniziativa, andata in scena nel pomeriggio di sabato 12 luglio, ha coinvolto dieci realtà culturali della Tuscia, dando vita a un programma ricco di performance teatrali, concerti, danza, incontri letterari e momenti di confronto che hanno raccontato la vivacità artistica del territorio.
Ad aprire l'evento sono stati i saluti istituzionali, seguiti da un percorso narrativo ideato per valorizzare le diverse espressioni culturali della provincia. A guidare il pubblico è stato il vicesindaco e assessore alla candidatura Alfonso Antoniozzi, affiancato da Antonio Scuderi, ceo di Capitale Cultura Group, che ha accompagnato gli spettatori tra gli appuntamenti della giornata, dialogando con artisti e protagonisti delle varie iniziative.
Il programma si è aperto con la Compagnia Teatrale Tetraedro, che ha proposto un estratto della nuova produzione Parenti Serpenti. A seguire, l'Associazione XXI Secolo ha portato sul palco alcune arie tratte da Suor Angelica di Giacomo Puccini, interpretate dal soprano Khatia Jikidze, offrendo un'anticipazione della prossima edizione del Premio Fausto Ricci.
Grande attenzione anche per il Festival Barocco Alessandro Stradella, che ha accompagnato il pubblico in un viaggio musicale tra Rinascimento e Barocco, e per il talk dedicato al teatro cittadino, con il Consorzio Teatro Tuscia e il Teatro San Leonardo, che hanno affrontato il tema del ruolo dello spettacolo dal vivo nella crescita culturale del territorio.
Parallelamente, gli spazi del Teatro dell'Unione si sono trasformati in una vera cittadella della cultura. Immagini dal Sud del Mondo ha proiettato il documentario La Vasca del Capitone di Sabrina Iannucci e Margherita Panizon, mentre nel foyer Archeoares ha ospitato l'incontro con lo scrittore Fulvio Ricci, dedicato all'editoria nella Tuscia. Spazio anche alla danza con TWAIN Centro Produzione Danza, che ha proposto un percorso coreografico tra jazz, blues e musica classica.
La conclusione delle attività al Teatro dell'Unione è stata affidata alla performance di JazzUp, con un repertorio di jazz manouche, mentre la serata è proseguita nei suggestivi resti del Palazzo di Federico II, dove Medioera Visioni Future, in collaborazione con Archeoares, ha presentato SEGNI, una performance site-specific che ha intrecciato danza contemporanea, musica elettronica e patrimonio archeologico.
Per l'amministrazione comunale, la giornata ha rappresentato molto più di una semplice manifestazione culturale.
«La risposta delle realtà culturali del territorio, presenti quasi nella totalità, conferma che la candidatura a Capitale Europea della Cultura è un progetto che appartiene all'intera Tuscia – ha dichiarato la sindaca Chiara Frontini –. Una partecipazione che dimostra quanto sia forte la volontà di costruire insieme una visione condivisa del futuro, nella quale cultura, istituzioni, imprese e cittadini siano protagonisti dello sviluppo del territorio».
Soddisfatto anche il vicesindaco Alfonso Antoniozzi, ideatore e coordinatore artistico della manifestazione.
«La Festa ha restituito un'immagine autentica della nostra comunità culturale: realtà diverse che dialogano, si contaminano e costruiscono insieme una visione basata su una grande energia creativa. Vedere il Teatro dell'Unione animarsi di spettacoli, incontri e confronti, con un pubblico partecipe e curioso, dimostra che il percorso verso il 2033 è già iniziato e continua a crescere».
La candidatura di Viterbo e Tuscia a Capitale Europea della Cultura 2033 proseguirà ora con nuove iniziative e momenti di confronto, coinvolgendo istituzioni, università, imprese, associazioni e cittadini in un percorso di partecipazione che punta a fare della Tuscia un punto di riferimento culturale nel panorama nazionale ed europeo.