

VITERBO - I vigili del fuoco continuano ad occupare un posto nel cuore della popolazione, soprattutto, alla luce dei tragici eventi che hanno scosso, anche in senso letterale, l'Italia. Per questo si sono meritati un particolare riconoscimento: un libro dal titolo ''Viterbo e i suoi pompieri'', scritto da Massimiliano Marzetti.
Per la presentazione, il comune viterbese, ha riaperto la sala regia che si è riempita di pompieri e forze dell'ordine oltre che di semplici cittadini devoti ai caschi rossi.
Il sindaco Michelini ha aperto la presentazione ringraziando l'intero corpo nazionale alla presenza del comandante Gioacchino Giomi: ''Come non ringraziare i pompieri per tutto quello che fanno. Poi hanno come protettrice Santa Barbara, ma il fuoco, in qualche modo, li lega anche a Santa Rosa e quindi alla città di Viterbo''. Queste le dichiarazioni rivolte agli uomini in divisa prima di lanciare un breve filmato per anticipare la vera e propria descrizione del libro.
È il comandante provinciale dei vigili del fuoco, Paduano, a ringraziare e presentare l'iniziativa: ''È un libro fatto completamente da vigili del fuoco come Mazzetti: in ogni pagina si assapora lo spirito di sacrificio. È un modo per far conoscere al mondo la completezza del nostro lavoro, la professionalità e il numero di persone che ci sono dietro. Il mio ringraziamento va a chi ha contribuito alla stesura anche per merito della propria esperienza''.
''Il fuoco è uno degli elementi più antichi che è entrato in poco tempo a far parte della storia dell'uomo e del suo lavoro - afferma Luciano Osbat, presidente del centro di ricerca per la storia dell'Alto Lazio -. Poi è stato però utilizzato anche in modo improprio. E noi parliamo non del fuoco stesso, ma di chi lotta per evitare che diventi dannoso. Perché l'uomo, nell'età moderna inizia a temere il fuoco: la paura è antica, soprattutto per il contadino che si preoccupa della sua terra. Dico questo perché nel libro ci sono documenti storici del comune di Viterbo che vietavano di dar fuoco a fieno e vigne. Per tutte queste cose dobbiamo ringraziare l'autore di questo libro''.
E proprio lui, Marzetti, segue la relazione del professor Osbat: ''Ho tracciato la storia completa. Da Roma, passando per il Medioevo e arrivando all'era moderna. Nella parte centrale ho cercato di delineare la storia della fondazione del corpo comunale, poi diventato provinciale. Questa mattina mi piacerebbe ricordare una figura in particolare che ho incontrato per la redazione del libro. Parlo di Luigi Luzi, congedato nel 1920 per raggiunti limiti d'età, che si rese protagonista di innumerevoli interventi che mostrano il totale sprezzo del pericolo e lo spiccato altruismo. Salvò la macchina di Santa Rosa da un principio d'incendio a quasi 50 anni. È l'esempio più lampante di queste persone che rischiano la vita ogni giorno''.
Conclude il comandante Giacchino Giomi: ''Bello vedere il senso di appartenenza che cerchiamo di sviluppare anche durante l'addestramento. Io ho iniziato a vivere da vigile del fuoco dal 1980, ma gli anni precedenti sono storia. Infatti oltre i cittadini io invito gli stessi pompieri a leggere questo libro perché siamo noi i primi a non dover perdere la memoria. È un bel modo per farci conoscere: noi non siamo solo estinzione di incendi, ma anche prevenzione. Ringrazio tutti dando un grande abbraccio ai vigili del fuoco''.