ANNO 16 n° 274
Viterbo durante la Riforma protestante nasce l'associazione Egidio diciassette
31/03/2014 - 13:22

VITERBO - E’ nata Egidio17, la nuova associazione di promozione sociale fondata da un gruppo di ricercatori formati all’Università della Tuscia che approfondisce lo spaccato di storia viterbese nel V centenario della Riforma protestante. Una ricorrenza che nel 2017 unirà i popoli di tutto il mondo. Scopo di Egidio17 è quello di accendere i riflettori sull’episodio dell’ecclesia viterbiensis, punto di riferimento internazionale per tutti coloro che nei primi del ‘500 auspicavano a una riforma della Chiesa e delle società attraverso un dialogo, un confronto che prendeva le mosse dal pensiero di Egidio da Viterbo e che si è bruscamente interrotto quando Paolo IV Carafa impose il tribunale dell’inquisizione, il ghetto e l’indice dei libri proibiti, con le devastanti conseguenze degli stermini e delle guerre di religione ed esodi.

Il punto di partenza va quindi individuato in quel periodo storico risalente a 500 anni fa, per riprendere quel dibattito e quelle riflessioni. E’ un’opportunità immensa per Viterbo, per mostrare così il suo volto di capitale del Rinascimento con spettacoli, convegni, conferenze, mostre e festival dedicati a quel momento storico e incentrati sui valori che Egidio aveva promosso. Mancano tre anni a questo anniversario importante ma l’associazione vuole giocare d’anticipo. Gli obiettivi di Egidio17 sono stati illustrati questa mattina in una conferenza stampa, introdotta dall’assessore alla cultura Antonio Delli Iaconi. Ad illustrare i dettagli lo storico dell’arte Antonio Rocca, Michele Trimarchi, docente dell’Università di Catanzaro e Luciano Osbat, responsabile del Centro Diocesano di documentazione.

“Egidio17 – ha spiegato Rocca – è un progetto ambizioso ma anche semplice perché in realtà vuole raccontare la storia, ma non solo quella dei grandi personaggi che hanno lasciato un segno a Viterbo come Vittoria Colonna, Reginald Pole e Alessandro Farnese, ma quella delle ragioni del dialogo perché non sono storicizzate. Per ora è uno schema ma che, grazie al lavoro del comitato tecnico preposto, presto diventerà un progetto. Lo scopo è quello di sintonizzare la città su questa opportunità e le risorse per farlo al meglio ce le abbiamo eccome. Una tra tutte è l’Università della Tuscia”. Altro contributo importante è la disponibilità della documentazione soprattutto bibliografica. “Aver avuto in casa personaggi storici straordinari – ha commentato Osbat – non basta per dire che Viterbo ha vissuto una dimensione internazionale nei primi cinquant’anni del ‘500. Quello che conta e che va analizzato è tutto il resto. Bisogna indagare sul resto della città, quanto e come si è vissuta questa dimensione della rivoluzione radicale che ha trasformato il mondo”.

L’iniziativa è una scommessa, ma è anche dettata da un’urgenza etica. “Riprendere le fila di quel periodo – ha spiegato Trimarchi – deve significare ricostruire qui e ora tutti i meccanismi e i ragionamenti di quell’epoca. Delocalizzare questa iniziativa ci porterebbe anche a indagare su quanto accadeva in quello stesso momento in diverse parti del mondo”.

Il progetto di Egidio17 è già stato sottoscritto dal Dipartimento di scienze umanistiche per il turismo e la comunicazione dell’Università della Tuscia e da diverse associazioni tra cui l’Arci, Caffeina, Quartieri dell’Arte, Promotuscia, TusciaOperaFestival, Slow Food e altre, tutte pronte a dare il proprio contributo per l’evento.

Mancano tre anni al V centenario, si diceva, ma i fondatori di Egidio17 si sono già dati una scadenza. Già questa estate partiranno alcune iniziative ma il primo step sarà quello dell’uscita di una piccola pubblicazione, il programma preciso per il 2015 e le regole per entrare nell’associazione e ottenere il marchio di qualità. L’appuntamento è rinnovato quindi al prossimo 31 ottobre, fra 7 mesi esatti.

Facebook Twitter Rss