

di Giovanni Masotti
VITERBO - L' ultimo episodio delittuoso risale appena alla tarda serata della vigilia di Ferragosto, al Sacrario. Due giovani contro altrettanti contendenti: due africani, due - sembra - italiani.
Uno degli immigrati a terra, riverso in una pozza di sangue, più volte accoltellato, ben presto ricoverato in gravi condizioni in ospedale. Non si conoscerebbe il movente di tanta ferocia. Futili motivi, o debiti da compravendita di droga?
Lo diranno le indagini. Fatto sta che di azioni violente del genere se ne verificano troppe a Viterbo, città diventata pericolosa o perlomeno insicura.
'Purtroppo, sempre più spesso, veniamo a conoscenza di fatti di sangue che hanno per teatro le zone centrali della nostra città - afferma con un' ombra di tristezza l' ex-sindaco Giovanni Maria Arena - Sicuramente quelle più a rischio sono: piazza S. Faustino, via Cairoli, piazza del Sacrario, via Marconi. Ma risse e cruenti diverbi avvengono anche in altre aree di Viterbo. Malgrado il grande sforzo profuso dal Prefetto e da tutte le forze dell’ordine nei controlli e nella prevenzione, i casi di violenza aumentano.
Alla base di questi episodi ci sono soprattutto alcool e stupefacenti. I fenomeni dello spaccio e dell’ alcolismo sono aumentati, specialmente tra i giovani, perché è cresciuto il numero di chi ne fa uso'.
'Ma perché siamo arrivati a questo punto? Che cosa è che è mancato? Chi ha fallito?'
'È troppo facile mettere la croce sulle spalle di coloro cui spetta intervenire - sottolinea subito Arena - Prevenzione e repressione potrebbero, e dovrebbero, arginare tale fenomeno. L' impegno è elevato, ma per ottenere un risultato efficace sarebbe auspicabile un incremento del 100% di mezzi e organici sia delle forze dell’ordine che della polizia locale. Il sindaco - esorta l' ex primo cittadino - dovrebbe quindi impegnare quante più risorse possibili per l' acquisizione di nuovo personale ed il potenziamento degli interventi legati alla sicurezza'. 'Ma che cosa fare adesso e subito per scoraggiare e attenuare la diffusione dei comportamenti tipici della criminalità di strada?' 'Vede, faccio un esempio: l’ordinanza di divieto di consumare alcolici dopo una certa ora, specialmente nei confronti di soggetti che frequentano e vivono nelle zone critiche, non viene rispettata - dice senza nascondersi dietro un dito Arena -
Queste problematiche sono simili in tutta Italia, e siccome la presenza con postazioni fisse anche dell’esercito è una possibilità molto remota, perché deve essere autorizzata dal Parlamento, è auspicabile predisporre un' azione di coordinamento di tutti i cosiddetti 'stakeholders', cioè le figure interessate e coinvolte - dalla polizia ai gestori dei locali ed ai semplici cittadini - per portare avanti iniziative comuni con l' obiettivo di contrastare un fenomeno che rischia altrimenti di scivolare fuori controllo. Insomma, più spirito di squadra e perseguimento di finalità condivise, anche tra chi - talvolta - si divide su singoli argomenti, per privilegiare il bene collettivo della città, che oltretutto - andando avanti così - rischia di vedere deturpata la sua immagine davanti a turisti e visitatori. Un male da evitare assolutamente'.