ANNO 16 n° 273
Viterbo bella addormentata
a Capodanno
In cittą pochi turisti, negozi chiusi e leoni delle fontane con le ''barbe''
02/01/2015 - 01:00

di Roberto Pomi

VITERBO - Una bella addormentata, così appare il capoluogo della Tuscia nel giorno dopo la notte di San Silvestro. Aperte le mostre organizzate e parcheggiati al terminal del Sacrario ci sono anche una manciata di pullman turistici. Mentre camminiamo nel ventre di una città quasi spettrale veniamo anche fermati da un suv, che ci chiede indicazioni per Palazzo dei Papi. Siamo in via Saffi ed effettivamente non è difficile constatare come in tutto il centro storico non ci sia mezza indicazione turistica, o quasi.

Il 2015 dovrebbe portare soluzione anche a questo, con una parte dei progetti per l’infomobilità messi a bando. I viterbesi sono rimasti a casa, rintanati a smaltire l’abbondante cena del giorno prima o a rinforzare ancora le mascelle. Il primo gennaio a queste latitudini è più un giorno da casa e famiglia, che da vita in piazza. A dare manforte al costume una temperatura tra i 4 e 5 gradi, in picchiata non appena se ne è andato via anche il primo sole dell’anno. Temperatura bassina, resa ancora peggiore dal leggero vento tagliente.

Clima prettamente ''gennarino'', evidenziato dalle barbe bianche dei leoni di piazza delle Erbe, ma anche dai candelotti di ghiaccio sulla Fontana Grande e di piazza della Rocca. Rigorosamente chiusi i negozi, con qualche bar a offrire rifugio agli avventurieri. Chiuse anche diverse casette, quelle a strisce bianche e rosse, del mercatino del Sacrario. Pochi i curiosi impegnati nello struscio, tra un diario in cuoio e un brano datato di Antonello Venditti a fare da leitmotiv. Semideserto anche il parcheggio del Sacrario, una landa quasi desolata che affaccia su Palazzo Papale.

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