


di Fabio Tornatore

VITERBO - Il capoluogo della Tuscia sempre più assediato dalle autovetture provenienti dal resto della provincia, mattina e sera: aumentano infatti le automobili e le moto, mentre di pari passo diminuiscono i posti del trasporto pubblico locale. In attesa del Piano della Mobilità Sostenibile e della prima grande infrastruttura per le biciclette nella città, con gli Hub dove prelevare le due ruote, le mura di Viterbo continuano ad essere strette dalla morsa delle auto.
Ogni mattina assistiamo infatti a code chilometriche in arrivo da tutte le direttrici principali, sono i pendolari che dai vari paesi e cittadine arrivano nel capoluogo per lavorare, studiare o sbrigare pratiche. E le vie di comunicazione sembrano fermarsi, intasate da un flusso senza fine.
Sono diminuiti infatti di quasi un terzo in un decennio i posti per chilometro del trasporto pubblico locale. Erano 1136 i posti nel 2004, 1231 nel 2007, 1120 nel 2011. Secondo l'ultimo dato fornito dall'Istat sono scesi a 838 a fine 2021.
Aumentano invece le auto: erano 765 per 1000 abitanti nella Tuscia nel 2017, 164 per chilomentro quadrato, a dicembre 2022 se ne sono contate 796, 170 per kmq. Aumentate anche le moto: da 138 per 1000 abitanti nel 2017 sono salite a 143. Dato positivo è che diminuisce il potenziale inquinante: l'Istat calcola il rapporto tra autovetture ad alto/medio potenziale inquinante per 100 autovetture a medio/basso potenziale inquinante, che nella provincia di Viterbo diminuisce, come nel resto diminuisce nel resto della penisola, passando da un valore di 159,9 a 120,1.